Carlo Alberto Defanti, il neurologo che ha assistito Eluana Englaro, è stato assolto dal’Ordine dei medici di Bergamo perché “non si riscontrano violazioni del codice deontologico”. L’indagine interna all’Ordine, di cui Defanti fa parte, era scattata il 10 febbraio scorso, poche ore dopo la morte di Eluana, la ragazza che da 17 anni viveva in stato vegetativo. Il medico che aveva seguito la paziente passo passo, dalla clinica di Lecco fino agli ultimi giorni di vita all’ospedale “La Quiete” di Udine, era stato ascoltato per la prima volta il 5 marzo.
La vicenda ha scatenato un acceso dibattito all’interno dell’Ordine dei medici bergamasco “quasi un processo all’ideologia più che a Defanti”, ha dichiarato ai giornalisti il presidente Emilio Pozzi – In ogni caso secondo la documentazione in nostro possesso Defanti non ha violato il codice deontologico”.
“Il nostro giudizio potrebbe prestarsi a strumentalizzazioni che ci spaventano, per questo avremmo preferito che restasse segreto. Però è anche giusto che la gente sappia. – ha aggiunto Pozzi – Bisogna essere chiari: il nostro è un codice deontologico, che detta le linee e non può stabilire una colpa precisa come il codice penale. Noi non ci appelliamo ad un articolo; ogni componente del collegio, composto da persone prima ancora che da medici, giudica secondo la propria esperienza”.