GENOVA – Emanuele Alfano, l'ex seminarista arrestato nell'ambito dell'inchiesta che ha portato in carcere Don Riccardo Seppia, ''potrebbe inquinare le prove e reiterare il reato per cui e' stato arrestato''. Sono queste le motivazioni con cui il gip Annalisa Giacalone ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per l'ex seminarista, al termine dell'interrogatorio di convalida nel carcere di Marassi. Non ci sarebbe invece, secondo quanto si apprende, pericolo di fuga. Alfano ha ammesso di avere avuto rapporti sessuali con due minori, l'egiziano indagato nella vicenda e un albanese di 16 anni. Ha inoltre confermato di avere dato il contatto telefonico dei due ragazzini a Don Riccardo. L'ex seminarista ha cercato pero' di ridimensionare l'accusa di induzione alla prostituzione. ''Ho conosciuto i due in chat – ha raccontato al gip -. Non ho proposto io il pagamento, ma c'e' stata una sorta di tacito accordo, perche' funziona cosi'''. Secondo il gip, pero', ci sarebbero delle incongruenze nelle dichiarazioni di Alfano e per questo le sue dichiarazioni non sarebbero completamente attendibili.