ROMA – Il piano per la metanizzazione del Mezzogiorno e' fermo per mancanza di fondi. E' questo, in sostanza, il dato fornito dal ministro dello sviluppo economico Paolo Romani nella relazione appena pervenuta in Parlamento sullo stato di attuazione del programma voluto per la prima volta con una legge del 1980. ''Il lento progresso – scrive il ministro – e' ovviamente da porre in relazione all'esaurimento dei fondi disponibili e alla mancata previsione di ulteriori stanziamenti nella legge finanziaria, cosi' come gia' verificatosi per gli anni dal 2005 al 2010''. Secondo i calcoli fatti dal ministero occorrerebbe un ulteriore finanziamento di 400 milioni di euro per metanizzare i comuni non ancora allacciati alla rete. Questa somma e' al netto dei costi per la metanizzazione della Sardegna. Ma l'allarme piu' forte lanciato da Romani e' a favore dei comuni che hanno realizzato le opere confidando sulle leggi che accollavano allo Stato una buona parte dei costi. ''Si pone – scrive Romani – l'inderogabile necessita' di ripristinare tali somme erroneamente cancellate dal bilancio dello Stato e finalizzate ad assicurare le partite debitorie nei confronti di diversi comuni del Mezzogiorno; partite che allo Stato non sarebbero piu' garantite, con conseguenze gravissime a carico delle varie amministrazioni comunali coinvolte''.
