Energie rinnovabili: incentivi per 7 miliardi

ROMA 19 APR Fino a 7 miliardi d – ROMA, 19 APR – Fino a 7 miliardi di euro all'anno e un obiettivo di 23.000 megawatt al 2016. Sono questi i punti qualificanti del nuovo decreto sugli incentivi al solare fotovoltaico. Nel giorno in cui il governo blocca, di fatto, il processo per la realizzazione delle centrali nucleari nel nostro Paese, anche le energie rinnovabili hanno, infatti, ricevuto un primo 'approccio' con quella che dovrebbe essere, fino al 2016, la nuova regolamentazione legislativa per il settore fotovoltaico, il quarto conto energia. Ed e' il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani a battezzare questo sentiero: ''E' adesso importante andare avanti e guardare al futuro, impiegando le migliori tecnologie disponibili sul mercato per la produzione di energia pulita, in particolar modo per quanto riguarda il comparto delle rinnovabili e dell'energia verde''. Scritto lungo 25 articoli, e', infatti, pronto il nuovo testo della bozza per il provvedimento, annunciato da oltre un mese dal ministero dello Sviluppo economico e presentato per ora soltanto alla Conferenza Stato-Regioni. La bozza del provvedimento (che norma all'interno del settore sovrapponendosi al decreto legislativo degli inizi di marzo, in attuazione di una direttiva comunitaria, che a sua volta interveniva sul terzo conto energia approvato nell'agosto del 2010) fissa il limite della spesa per gli 'aiuti' a 6-7 miliardi di euro all'anno e tara il totale della potenza a 23.000 megawatt: alla base sara' posto il meccanismo alla tedesca con gli incentivi che diminuiscono man mano che aumenta la potenza installata, e le tariffe che scendono una volta superati i limiti annuali. Fanno eccezione i prossimi due anni, definiti ''transitori'', in cui l'obiettivo sara' di 3.100 megawatt e gli incentivi stimati in 820 milioni di euro: per il 2011 – si partirà dal primo giugno (il decreto legislativo di marzo pone il limite al 31 maggio per ricevere gli incentivi) – fino al 31 dicembre e' previsto un obiettivo di potenza di 1.350 Mw e un limite di 447 milioni di euro; per il 2012 l'obiettivo sarà portato a 1.750 Mw e gli incentivi a 373 milioni. Pertanto, se da un lato si blocca il nucleare dall'altro il 'mondo' delle rinnovabili chiede maggiore spazio e incentivi adeguati. Fino a tirare in ballo, come ha fatto Assosolare, il possibile ricorso alla Consulta qualora il testo del quarto energia non venisse cambiato. Per questo, oltre allo sciopero di domani con tanto di sit-in di fronte Montecitorio, si e' levato un coro di 'no' rispetto ai contenuti del quarto conto energia. Contrario ''ai cap di spesa perche' non consentono uno sviluppo virtuoso del settore e non permettono di far scendere i prezzi'' e' il presidente del Gifi (Gruppo imprese fotovoltaiche italiane) Valerio Natalizia. L'Anev con il segretario generale, Simone Togni, chiede di ''uniformare gli incentivi per un confronto dei costi'', e il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, ammette l'assenza di ''certezze per 85.000 imprese''. Il presidente di Assosolare, Gianni Chianetta, rileva che avrebbe un taglio del 60% rispetto al 2010 e annuncia che ''se il testo non dovesse cambiare siamo pronti a fare ricorso alla Corte costituzionale''. Asso Energie Future boccia seccamente la bozza: ''E' disastrosa, l'aumento del tetto di potenza e' solo di facciata perche' le tariffe sono troppo basse. E per il Wwf gli incentivi alle rinnovabili sono "indispensabili per la rivoluzione energetica in atto" anche in vista della rinuncia al nucleare. Anche l'Autorita' per l'energia e il gas, con il commissario Alberto Biancardi, e' intervenuta nel dibattito chiedendo che gli ''incentivi siano adeguati ai costi'', e mettendo in luce la necessita' di ''una legislazione stabile e trasparente''. Infine, il ministro Romani, sulla strada delle energie rinnovabili, annuncia che verra' presentata ''al piu' presto, nell'ambito della Conferenza per l'energia che convocheremo subito dopo l'estate, una nuova strategia energetica che rafforzi e potenzi il sistema produttivo ed energetico italiano per il prossimo ventennio''.

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