Il Financial Times ha sostenuto, in un suo articolo di mercoledì, l’idea di una separazione tra le attività di produzione e di distribuzione all’interno del gruppo Eni. Le finalità che potrebbero essere ottenute con un’operazione di questo tipo vorrebbero dire creazione di valore. Inoltre sulla scia dell’analisi del Financial Times il titolo Eni ha guadagnato in Borsa l’1,23%, in una giornata debole su tutti i mercati.
Nell’articolo il Financial Times riporta l’esempio di altri Paesi in Europa, in particolare la British Gas, sottolineando che lo smembramento sarebbe conveniente per uno Stato indebitato, che possiede il 30% del gruppo ex pubblico.
L’operazione risponderebbe inoltre ai nuovi dettami dell’Unione europea. Il quotidiano inglese porta anche un ulteriore elemento a sostegno della sua tesi: “Il recente taglio del dividendo dimostra che il modello ha raggiunto i limiti. Eni dovrebbe essere smembrata”.
Il gruppo Eni è suddiviso in quattro comparti: E&P, ovvero esplorazione ed estrazione di idrocarburi (petrolio e gas), la più importante con 17,4 miliardi di euro di utile operativo sui 21,7 dell’intero gruppo; G&P, che commercializza il gas e l’energia elettrica con questo prodotta, e che si occupa del trasporto attraverso i gasdotti (3,5 miliardi); R&M, che effettua la raffinazione e la distribuzione nelle stazioni di servizio (0,56 miliardi); Ingegneria e costruzioni (1 miliardo).