ROMA – L'euro oscilla sopra 1,41 dollari in un mercato che vede allontanarsi lo spettro di una ristrutturazione del debito della Grecia, con Bruxelles che punta a un piano di rimodulazione morbida. In netto calo lo yen che paga le difficolta' dell'economia dopo il terremoto e lo tsunami di marzo, mentre la sterlina si rafforza in vista di un rialzo dei tassi di interesse. Archiviato il salvataggio del Portogallo, oggi il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ha confermato l'ipotesi di un riscadenzamento del debito di Atene: ''una ristrutturazione soft del debito pubblico greco e' possibile'', ha detto Juncker che rimane ''fortemente contrario'' a una piena ristrutturazione del debito che comporterebbe il taglio del valore nominale dei titoli di Stato o quello dei tassi di interesse. La moneta unica ha chiuso sui mercati europei a 1,4155 dollari, sui medesimi livelli degli ultimi scambi di ieri a New York dopo aver toccato un massimo di seduta di 1,4220 dollari. Da segnalare la caduta dello yen contro le principali controparti dopo che il governatore della Banca centrale giapponese Masaaki Shirakawa ha dichiarato che l'economia attraversa una fase ''molto severa'' dopo i tragici eventi del terremoto e dello tsunami. Nel cross con il dollaro, la valuta nipponica e' arrivata a perdere fino all'1,2% per poi ridurre il ribasso con un -0,7% a quota 81,3. Rispetto all'euro, lo yen e' scivolato a 115,1 da 114,3 di ieri. Si rafforza la sterlina dopo che il balzo dell'inflazione ai massimi da oltre due anni fa ritenere inevitabile un aumento dei tassi di interesse. Ad aprile, l'indice dei prezzi al consumo e' salito al 4,5% su base annua dal 4% di marzo, raggiungendo il livello piu' alto da ottobre 2008. La divisa britannica ha superato quota 1,62 dollari, per poi assestarsi attorno a 1,6171, e contro euro e' salita si e' apprezzata a 0,8682 per poi rallentare a 0,8734. .
