ROMA – Il sogno di rivivere l'emozione del 2006, vincendo davanti al suo pubblico, non lo abbandona mai. Nemmeno adesso consapevole che la Ferrari deve ancora colmare il gap che la separa almeno dalla Red Bull campione del mondo: alla vigilia del Gp di Spagna, in programma nel week end a Barcellona, Fernando Alonso pero' raddoppia le sue motivazioni, anche alla luce del primo podio conquistato a Istanbul. ''Lo meritavamo da qualche gara, gia' in Malaysia e Cina e lo abbiamo conquistato in Turchia – dice lo spagnolo della Ferrari al sito della scuderia di Maranello -, un podio importante per la motivazione dopo un inizio non facile. Correre in Spagna e' un'emozione unica con le tribune piene di tifosi che vogliono un bello spettacolo. Cerchero' di arrivare al podio e magari alla vittoria, non e' facile, ma ho le motivazioni. Voglio fare un risultato molto bello per la squadra, ricordando che l'unica vittoria a Barcellona e' stata nel 2006: vincere il gp di casa e' una cosa unica e io ho avuto la fortuna di farlo. Ogni volta ci provo, speriamo di viverlo ancora''. Dopo il gp turco a Maranello si e' lavorato ancora molto sullo sviluppo della macchina. ''Abbiamo lavorato al simulatore – spiega Alonso -, capire come si comportano le gomme, studiare l'approccio ai prossimi gran premi di Barcellona e Monaco che sono attaccati. Barcellona e' un circuito che conosciamo per i test, ma cambia molto la temperatura rispetto all'inverno''. E dello sviluppo della macchina parla anche Felipe Massa, sfortunato a Istanbul. ''Si e' lavorato anche sulle cose che non hanno funzionato, tipo i pit stop – dice il pilota brasiliano -. Spero di avere un miglioramento anche nella macchina, e di ridurre la differenza tra qualifiche e gara. Barcellona e' un tracciato che conosco, non molto diverso dalla Turchia e sara' importante la strategia delle gomme. I pit stop sono tanti, ma questa e' una formula uno in cui tutti si divertono a guardare la gara perche' c'e' sempre qualcosa che succede dall'inizio alla fine. E anche per i piloti c'e' piu' lavoro, ci sono i sorpassi che prima non c'erano''.
