Fiat: da Chrysler a ex Bertone, le vittorie di Marchionne

TORINO – Dalla Chrysler alla ex Bertone Sergio Marchionne vince a tutto campo. Per l'amministratore delegato e' una giornata davvero positiva: la casa di Detroit torna all'utile nel trimestre, per la prima volta dopo la bancarotta, mentre il piano Fabbrica Italia si prepara a mettere un nuovo tassello, quello relativo all'investimento per produrre un modello Maserati alle Officine Automobilistiche Grugliasco. Resta un'unica nota negativa, le vendite sul mercato italiano dell'auto in un mese, aprile, considerato dallo stesso manager del Lingotto quello della ripresa perche' il confronto avviene per la prima volta con un periodo non drogato dagli incentivi: le immatricolazioni del gruppo Fiat sono in calo dell'8,46 per cento – il livello piu' basso da 15 anni – mentre la quota scende al 28,7 per cento. In realta' la svolta non c'e' perche' sono usciti dal mercato modelli come la Fedra, l'Ulysse e la Croma, mentre non ci sono ancora gli effetti delle nuove vetture in arrivo, il crossover Freemont e la nuova Y, seguite a fine anno dalla Panda, sui quali la casa torinese conta per il rilancio in Europa. Il successo di Marchionne negli Usa e' di rilievo perche' il ritorno all'utile della societa' americana segna una svolta importante in vista dell'integrazione con la Fiat, anche se per ora l'amministratore delegato del Lingotto non considera sul tavolo la possibile fusione, obiettivo piuttosto ''di lungo periodo''. Entro giugno il Lingotto salira' al 46%, mentre e' prevista per il prossimo anno la conquista del 51%, ma il lavoro di Marchionne mostra in tutta la sua evidenza i suoi effetti positivi, grazie ai nuovi prodotti e al lancio della 500. In Italia, invece, l'esito del referendum nella fabbrica Fiom di Grugliasco si sapra' solo domani, ma il si' dei delegati dell'organizzazione da sempre antagonista assume un valore anche simbolico. Il sindacato di Maurizio Landini assicura che la guerra non e' finita, ma un largo consenso da parte dei lavoratori al piano di Marchionne, dopo gli accordi di Pomigliano e Mirafiori, ha un significato che va al di la' del risultato del referendum. L'ad della Fiat potra' andare avanti sul piano Fabbrica Italia e, questa volta, potrebbe contare su un gran numero di voti favorevoli, maggiore di quello ottenuto nelle altre due fabbriche.

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