TORINO 4 MAG Il piano della F – TORINO, 4 MAG – Il piano della Fiat per investire 500 milioni di euro e produrre una nuova Maserati all'ex Bertone, oggi Officine Automobilistiche Grugliasco, puo' partire. L'accordo, che prevede l'applicazione dell'accordo di primo livello di Pomigliano e Mirafiori, definito il 29 dicembre, e' stato approvato: lo hanno firmato tre organizzazioni sindacali, Fim, Uilm e Fismic e tutte le rsu, comprese quelle della Fiom che nella fabbrica sono la maggioranza. ''Cerchiamo di ascoltare la maggioranza dei lavoratori. Noi siamo partiti per fare il loro bene'', commenta da New York l'amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, che chiarisce di non avere mai avuto ''niente contro la Fiom''. ''Noi non firmiamo, andiamo avanti con le cause perche' le newco di Pomigliano e Mirafiori sono illegali'', replica il segretario generale dei metalmeccanici Cgil, Maurizio Landini, mentre la Fiom torinese parla di ''firma con amarezza''. Qualche ora prima i delegati Fiom hanno formalizzato le dimissioni e sono gia' partite le procedure per il loro rinnovo. In questo modo sara' verificato il peso delle diverse organizzazioni nello stabilimento. Parla di ''spaccatura tra base e vertice'' della Fiom la leader di Confindustria, Emma Marcegaglia: ''C'e' un pezzo della Fiom, una parte, non tutta, che ragiona piu' sulle ideologie che sulle cose concrete. E' successo in tante aziende, anche nella mia: i lavoratori capiscono, seguono le trattative, poi c'e' una componente nazionale della Fiom che dice no, no, no''. Le sue parole sembrano trovare un riscontro nella posizione dei delegati Fiom di Melfi che, sulla nuova organizzazione Ergo Uas nello stabilimento lucano, chiedono ai dirigenti nazionali ''di smetterla con la logica dei no'', mentre la segreteria regionale ribadisce che non firmera' l'accordo. I Cobas di Pomigliano parlano di ''resa della Fiom'' a Grugliasco. Sulle diverse scelte in merito alla firma dei delegati e della segreteria dell'organizzazione Susanna Camusso, numero uno della Cgil, risponde sottolineando ''la scelta responsabile delle rsu Fiom'' e chiede alla Fiat di rispondere ''aprendo un confronto sulle condizioni di lavoro in fabbrica''. Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, parla di ''un grande contributo del si' alla chiarezza''. ''Abbiamo voltato pagina dopo anni'' sottolineano Fim, Uilm e Fismic di Torino e l'Ugl chiede che ora ''tutti rispettino l'accordo''.