ROMA – ''Se le cose in cui noi eravamo bravi, la progettazione e le tecnologie, vengono trapiantate a Detroit'' quelle italiane ''diventano fabbriche di montaggio di progetti partoriti altrove'' e l'Italia stessa ''diventa una succursale che puo' essere sostituita o alternata con le altre: la Serbia o la Polonia in testa''. Cosi' il segretario Fiom Maurizio Landini commenta in un'intervista al Fatto Quotidiano l'accordo raggiunto dalla Fiat per salire al 46% di Chrysler. ''Il gruppo si e' diviso in due – aggiunge -. La famiglia Agnelli vede evaporare la sua quota di controllo. Il grande azionista della Chrysler e' Obama, che ha prestato i soldi a Marchionne per rimetterla in piedi. L'Italia diventa periferia dell'impero''. Landini chiede a Marchionne di ''spiegare cosa vuol fare'': ''A parte il far west, e malgrado le amnesie del governo, anche in questo Paese esistono regole e impegni'', come ''il piano da 20 miliardi di euro del progetto Fabbrica Italia. Per ora ne abbiamo visto solo il 10 per cento. Gli altri dove sono finiti?''.