Fiat verso 46% in Chrysler. Marchionne: "Siamo pronti al controllo"

TORINO 21 APR La Fiat preme – TORINO, 21 APR – La Fiat preme ancora il piede sull'acceleratore e mette un tassello fondamentale verso l'acquisizione del 51% di Chrysler. Entro la fine di giugno comprera' infatti il 16% delle azioni, operazione del valore di 1,26 miliardi di dollari e potra' salire dal 30% attuale al 46%. ''Siamo pronti ad assumere il controllo'', afferma l'amministratore delegato Sergio Marchionne, mentre il presidente John Elkann parla di ''tappa storica'' e ribadisce ''il pieno sostegno'' della famiglia. ''Mio nonno – dice – avrebbe approvato con un grande sorriso'' A Piazza Affari il titolo Fiat vola (+4,49%), mentre va giu' Industrial (-3,45%) dopo i risultati trimestrali inferiori alle attese con un aumento dell'indebitamento di oltre il 10% rispetto a fine 2010. La societa' di trattori e veicoli industriali, nata dallo spin off, chiude i tre mesi con un utile netto di 114 milioni (era in rosso di 34 milioni), un utile della gestione piu' che raddoppiato a 277 milioni, un aumento dei ricavi del 19,3% a 5,3 miliardi e conferma i target 2011. L'accordo con Chrysler (unico advisor finanziario Citi) e', per Marchionne, ''un passo fondamentale verso il completamento di quel grande disegno di integrazione tra Fiat e Chrysler, iniziato meno di due anni fa, che portera' alla creazione di una casa automobilistica globale. Abbiamo scelto di stringere i tempi il piu' possibile – spiega – per accelerare la nascita di un gruppo unico, che possa trarre pieni benefici dallo sviluppo congiunto delle rispettive attivita' internazionali''. L'operazione portera' la Fiat ''a realizzare il sogno da cui e' nata quest'alleanza: dare vita ad un costruttore di auto mondiale, con tecnologie all'avanguardia, efficiente e competitivo, determinato a posizionarsi tra i leader del settore''. Soddisfatto anche Elkann: ''Nel corso degli ultimi anni – afferma – Fiat e Chrysler hanno saputo lavorare fianco a fianco, con impegno e rispetto reciproco. Grazie al contributo di tutte le persone che lavorano con noi e con il pieno sostegno mio e della mia famiglia, questo spirito di collaborazione diventera' da oggi ancora piu' forte, per creare automobili belle, divertenti, sicure e rispettose dell'ambiente''. Marchionne, che il settimanale Time mette tra le cento persone piu' influenti al mondo, spiega che l'acquisizione del 16% di Chrysler non incidera' sui target Fiat del 2011, mentre per la quotazione della casa Usa non ci sono tempi precisi, ''dovra' esser discussa nel board e Torino ''ha un diritto di veto''. ''L'integrazione operativa e' piu' importante di quella legale'', chiarisce, mentre Ficht non esclude un taglio del rating. Per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi ''e' un percorso in se' virtuoso'', mentre la leader della Cgil, Susanna Camusso e il responsabile Auto della Fiom, Giorgio Airaudo considerano l'operazione il segno di un ulteriore spostamento Oltroceano del baricentro del Lingotto. Il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, giudica positiva l'aumento della quota in Chrysler ma auspica che l'azienda cresca nell'Unione Europea e soprattutto negli stabilimenti italiani. Restano sullo sfondo l'incertezza sull'investimento all'ex Bertone e la polemica con la Fiom (il 18 giugno e' fissata a Torino la prima udienza per il ricorso contro la newco di Pomigliano). ''Spero che la Fiat decida di tenere la produzione di Bertone in Italia – afferma la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia – anche qualora l'esito del referendum fosse negativo''. Camusso chiede all'azienda di rispettare gli impegni assunto con il governo e con i lavoratori.

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