TORINO – La parola passa tra una settimana ai 1.100 lavoratori della ex Bertone, oggi Officine Automobilistiche Grugliasco. Saranno loro a dire, con il referendum del 2 e del 3 maggio, se accettano il contratto di Pomigliano. Se vinceranno i si' la Fiat investira' 550 milioni di euro per produrre un nuovo modello Maserati, altrimenti la fabbrica – ferma da sei anni – chiudera' definitivamente. ''I referendum sono legittimi quando sono liberi e quando non riguardano materie indisponibili. I lavoratori della ex Bertone sono sottoposti a un doppio ricatto'', afferma Maurizio Landini, segretario generale della Fiom. La fabbrica e' un feudo dei metalmeccanici Cgil, che contano 700 iscritti e 10 delegati su 16. Per questo la partita e' particolarmente complessa. A Pomigliano e Mirafiori la Fiom non ha riconosciuto la validita' del referendum, questa volta sono le sue Rsu a indirlo. ''La nostra posizione – spiega Landini – non e' cambiata. I delegati si sono assunti l'impegno con i lavoratori per il voto ed e' giusto che lo mantengano. Non li lasceremo soli''. ''Le Rsu – aggiunge Giorgio Airaudo, responsabile Auto della Fiom – non sono nostra proprieta', sono eletti dai lavoratori e a loro rispondono. Nelle altre fabbriche sono state le organizzazioni sindacali, su suggerimento della Fiat, a indire il referendum''. Non sono d'accordo gli altri sindacati. ''La Fiom si e' infilata in un buco nero, e' un'organizzazione allo sbando e, comunque vada, perdera' la partita'', osserva il segretario generale della Fim, Giuseppe Farina, mentre per il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, ''c'e' ormai una frattura fra le strutture territoriali e quelle nazionali della Fiom. I dirigenti continuano a ripetere come un disco rotto gli stessi slogan, i lavoratori hanno bisogno di certezze''. Mercoledi' ci sara' un'assemblea degli iscritti della Fiom, mentre lunedi' 2 maggio alle 10, prima dell'inizio del voto, si riuniranno tutti i lavoratori. ''Daremo come Rsu la nostra indicazione di voto. Il nostro obiettivo e' far lavorare la gente'', afferma il delegato Fiom Giacomo Zulianello.