Miracoloso salvataggio nelle acque delle Filippine meridionali, dove dopo oltre 24 ore in alto mare è stata soccorsa una donna che era tra le 968 persone a bordo del traghetto “Superferry 9”, colato a picco due notti fa al largo di Zamboanga.
La donna, identificata come Lita Casunglon, è stata raggiunta da specialisti dell’Aeronautica e riportata a terra. Le sue condizioni sarebbero abbastanza buone. La naufraga era una dei due dispersi sui quali si concentravano ancora le ricerche. I morti accertati ammontano a nove, tratti in salvo ulteriori 957 superstiti.
Indagini sono in corso per accertare le cause del disastro, sicuramente favorito comunque dalle avverse condizioni meteorologiche. Sembra però che il traghetto trasportasse un carico eccessivo, che spostandosi durante il viaggio a causa dei marosi avrebbe provocato il ribaltamento della nave. A destare la preoccupazione delle autorità è adesso la minaccia di una potenziale catastrofe ecologica, qualora dallo scafo sommerso si dovessero verificare fuoriuscite di sostanze inquinanti.
A bordo c’erano 225 tonnellate di olio combustibile più altre 25 di lubrificante. Nel frattempo, più a nord, il secondo naufragio in due giorni: si tratta del mercantile “Mv Hera”, battente bandiera panamense, che imbarcava acqua da ieri. Incolumi i diciannove membri dell’equipaggio, quindici filippini più quattro sud-coreani: sono andati alla deriva per diverse ore su una lancia, ma alla fine sono stati salvati dai soccorritori.