Fini: "Nessuno violi carta, no comissione anti-pm"

BARI 10 MAG Nessuno neppure il Parlamen – BARI, 10 MAG – Nessuno, neppure il Parlamento che fa le leggi, puo' violare la Costituzione. E' il 'caveat' che Gianfranco Fini lancia a Silvio Berlusconi chiudendo ogni possibilita' di dialogo rispetto alla proposta avanzata dal presidente del Consiglio di istituire una commissione parlamentare di inchiesta sui pubblici ministeri. In una chiesa a Mola di Bari trasformata per l'occasione in aula di liceo il presidente della Camera risponde a domande di studenti. Gli chiedono della Costituzione, della separazione dei poteri. E Fini, parlando da un tavolino posto proprio sotto l'altare seduto tra il parroco ed il sindaco, attacca: ''non esiste nemmeno da parte del Parlamento la possibilita' di agire senza rispettare la Costituzione. Questo vale per il Parlamento, per il governo, per la magistratura e per il presidente della Repubblica''. ''In Italia – e' il suo ragionamento – nessuna carica puo' fare tutto senza rispondere del proprio operato ad altri. E' il risultato dei 'pesi e contrappesi' previsti dalla Costituzione. Se una sola istituzione puo' fare tutto senza rispondere ad altri, sarebbe una situazione di squilibrio e non avremmo una rigida ripartizione dei poteri''. Un messaggio chiaro a Silvio Berlusconi, cui Fini lancia un ulteriore avvertimento: ''Le leggi le fa evidentemente il Parlamento. Ma non puo' farle solo in ragione della maggioranza che c'e' in quel momento''. E allora, ''la legge deve rispettare la Costituzione; per questo c'e' nell'ordinamento la Corte costituzionale, il supremo organo che valuta la conformita' delle leggi alla Carta''. Dal sagrato della Chiesa, poi, un'altra stilettata a Berlusconi: ''Nessuno puo' pensare di non essere sottoposto ai limiti ed ai controlli previsti dalla legge'', afferma il presidente della Camera pur senza nominare direttamente il presidente del Consiglio. Quindi, parlando ad una manifestazione a Napoli, un altro avvertimento: basta delegittimazioni perche' cosi' facendo si perde la fiducia dei cittadini. La Costituzione si puo' cambiare- precisa- inserendovi un solo nuovo articolo (''colmando l'unica lacuna che c'e''', sull'Unione europea). E va cambiato anche il sistema elettorale, anche se il 'porcellum' non va contro la Costituzione, per consentire agli elettori di scegliere gli eletti; tuttavia, piu' che alle preferenze ''che hanno determinato infiltrazioni malavitose nella politica'' Fini vorrebbe un ritorno al sistema dei collegi uninominali, la cui esperienza ''e' da considerare positivamente''. Ma la Carta va rispettata, con la sua ripartizione dei poteri. Se con Berlusconi c'e' stato un duello a distanza, nessuna risposta invece a Umberto Bossi che gli aveva dato dello ''stronzo'': ''Sono livelli di pensiero troppo elevati per confrontarsi..'', dice sarcasticamente. Granitico e', invece, il no alla commissione di inchiesta sui Pm che Berlusconi vorrebbe. ''Chiedere alla maggioranza che sostiene il governo di approvare una proposta di legge per una commissione parlamentare che debba indagare sui pm che stanno processando il presidente del Consiglio mi sembra che non accada in nessuna democrazia del mondo'', sbotta lasciando il comune di Rutigliano, dove aveva poco prima chiesto alla politica di ''ritrovare in se stessa la consapevolezza di essere esempio, agendo all'insegna dell'interesse di tutti''. .

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