REUTERSAFP) HELSINKI 17 -REUTERS-AFP) – HELSINKI, 17 APR – Con una fiammata che supera ogni previsione, il partito populista nazionalista ed euroscettico dei Veri Finlandesi sono balzati al terzo posto del panorama politico della Finlandia nelle elezioni tenutesi oggi conquistando il 18,6% dei voti, ponendo, secondo i timori di molti analisti, una possibile ipoteca sulla politica europea di Helsinki. Con oltre un terzo dei voti finora scrutinati (38%), il partito conservatore di Coalizione Nazionale del ministro delle finanze uscente, Jyrki Katainen, da junior partner del governo e' riuscito a portarsi in testa con il 20,1%, seguito dai Socialdemocratici, il principale partito d'opposizione, con il 19,5%. Netta sconfitta, invece, per il Partito di Centro della giovane premier uscente Mari Kiviniemi, che da guida di governo e' crollato al quarto posto, raccogliendo solo il 17,4%. Il malcontento per le conseguenze della crisi economica, nella quale anche il colosso nazionale Nokia arranca di fronte alla concorrenza asiatica e statunitense, per la scarsa ripresa dell'occupazione, per la mannaia sulle pensioni e per l'immigrazione e' stata l'onda che ha portato in cresta i Veri Finlandesi. I quali, avendo quadruplicato i voti e superato i sondaggi (che davano loro il 15% circa), ora possono condizionare il solido europeismo del precedente governo. E potrebbero tenere in scacco anche gravi scelte dell'Ue, come il salvataggio finanziario del Portogallo, al quale sono nettamente contrari, forti del fatto che il parlamento di Helsinki ha l'obbligo di ratificare i provvedimenti europei di ''bailout'' finanziario d'un Paese membro. Il leader del partito euroscettico, il carismatico Timo Soini, ha gia' dichiarato di aspettarsi ''come minimo'' un invito a partecipare alle trattative per il nuovo governo, che dovra' essere necessariamente una variopinta coalizione con anime diverse. E se il leader conservatore Katainen si prepara ora a ricevere l'incarico di formare il nuovo esecutivo, molti osservatori non escludono la possibilita' che possa chiamare i Veri Finlandesi a un'alleanza, a patto che i nazional-populisti abbassino i toni e moderino i loro proclami anti-europeisti e anti-immigrazione. Un compromesso che, al di la' dei proclami, Soini, secondo molti, potrebbe anche accettare pur di prendere parte alle politiche del futuro governo. Ma molto dipendera' anche dall'atteggiamento dei socialdemocratici (Sdp), estromessi dal governo nelle elezioni del 2007 e ora guidati da Jutta Urpilainen, dall'immagine comunicativa, sincera e aperta, per la quale il buon risultato elettorale costituisce una vittoria personale. Il suo partito e' fortemente europeista ma contrario al salvataggio del Portogallo, che costituirebbero per la Coalizione Nazionale un alleato sicuramente piu' facile. Meno problemi creerebbe anche la riconferma dell'alleanza con il partito centrista della premier uscente Kiviniemi, nei confronti del quale, tuttavia, il futuro premier dovra' tener conto del forte calo di consensi. Quanto ai seggi, 200 in tutto, la Coalizione Nazionale, secondo le prime proiezioni, ne avrebbe 45 mentre ne aveva 50; i Socialdemocratici (Sdp) 43 seggi (ne avevano 45); i Veri Finlandesi 38 (ne avevano solo 6) e il Partito di Centro 37 da 50 che ne aveva. I finlandesi chiamati oggi al voto erano 4,4 milioni e se il dato nazionale sull'affluenza non e' ancora conosciuto, lo e' quello di helsinki, che e' stato pari al 75%. .
