TEL AVIV – La cerimonia odierna della firma al Cairo dell'accordo di riconciliazione palestinese fra Hamas ed al-Fatah avverra' a quanto pare senza la presenza di inviati di giornali israeliani. ''Volevo essere presente'' scrive oggi su Yediot Ahronot Semadar Peri, una inviata che da decenni segue le vicende egiziane. ''Solo un'ora di volo separa l'aeroporto di Tel Aviv da quello internazionale del Cairo, un'ora piu' un visto di ingresso che ne' io ne' i miei colleghi siamo riusciti ad ottenere''. Non e' stato un ''no'' esplicito, aggiunge Peri: ma i giornalisti hanno ben compreso che al Cairo la loro presenza non e' gradita e che, se cercassero di entrare con passaporti stranieri, potrebbero incorrere in conseguenze spiacevoli. Ieri al Cairo sono stati accolti con grande rispetto tre deputati della Knesset di Gerusalemme: ma tutti sono islamici, non ebrei. ''E' molto male che la stampa israeliana venga lasciata dietro la porta'' lamenta Peri secondo cui e' possibile che l'Egitto abbia accettato condizioni imposte da Hamas. A questo clima di tristezza si aggiunge la imminenza, secondo Peri, di una nuova manifestazione di massa al Cairo contro l'ambasciata di Israele, per la abrogazione degli accordi di pace.
