Fli: Ronchi lascia, per ora presidenza assemblea

ROMA 18 MAG ''Sono qui a comu – ROMA, 18 MAG – ''Sono qui a comunicarti le mie dimissioni''. Una riga secca, scritta di suo pugno e chiusa in una busta bianca, con le iniziali AR a sigillo della chiusura, serve ad Andrea Ronchi a comunicare al vicepresidente vicario di Fli Italo Bocchino le dimissioni dalla presidenza dell'Assemblea Nazionale convocata da Ronchi stesso per venerdi' mattina, per ratificare la linea sui ballottaggi di Futuro e Liberta'. Un primo passo verso un'uscita definitiva dal partito? Ronchi non conferma e anzi nega ogni voce che lo riguardi: che il posto da ministro delle Politiche europee che ha lasciato prima del 14 dicembre sia 'congelato' per lui da Berlusconi; che sia possibile un suo ritorno nel Pdl, che domani stesso incontrerebbe La Russa a Milano (voce dal sen fuggita allo stesso ministro della Difesa) dopo l'endorsement dell'esponente futurista per Letizia Moratti nei ballottaggi a Milano. L'unica cosa che Ronchi, insieme ad Adolfo Urso, va ripetendo a tutti e' di voler ricostruire il centrodestra, secondo quello che era il progetto originario di Fli. Ma i distinguo tra Ronchi ed il partito – che pure all'Assemblea Costituente di Milano era stato eletto all'unanimita' presidente dell'Assemblea Nazionale, il massimo organismo di Futuro e Liberta' – sono diventati negli ultimi mesi tali e tanti da far dire a qualcuno che alla Assemblea di venerdi' Ronchi non andra' neppure, e che lo strappo con Fli e' vicinissimo. Certo e' che oggi – in una riunione con Urso, Tatarella, De Angelis, Proietti ed altri esponenti 'moderati' di Fli – in diversi hanno spiegato a Ronchi di non voler lasciare Fini. Che comunque ha deciso di dimettersi da presidente dell'Assemblea anche dopo aver ascoltato Fini dire: ''sara' vincolante per tutti la decisione dell'Assemblea nazionale, dove Bocchino chiedera' la ratifica della decisione presa oggi nella riunione del terzo polo di una non indicazione esplicita di appoggio ad altri candidati''. Liberta' di voto per gli elettori, dunque, ma divieto per i dirigenti di partito di pronunciarsi a favore di qualcuno, come Ronchi ha fatto con tanta chiarezza su Letizia Moratti a Milano. ''I dati che emergono da queste elezioni – aveva detto Ronchi ad urne ancora chiuse – impongono scelte chiare ed inequivocabili, per bloccare una sinistra estrema e populista. Nei ballottaggi e' necessario mettere nuove basi per ricostruire il centrodestra ed e' per questo motivo che e' necessario appoggiare i candidati del centrodestra''. Sulle dimissioni di Ronchi dalla presidenza dell'Assemblea Bocchino e' lapidario: ''Lo considero un atto di correttezza: visto che ha una posizione minoritaria mi sembra corretto che non presieda un organismo di cui e' stato eletto presidente all'unanimita'''. Ma se questo preluda ad un'uscita da Fli, Bocchino non lo dice: ''chiedetelo a lui'', glissa. Ignazio La Russa prende invece le difese dell'ex collega di An. ''Nessuno ha mai presupposto un suo strappo con Fli, dove con Urso cerca di evitare una innaturale deriva a sinistra – dice il ministro della Difesa -. Semmai e' strano che Fli, che insiste a definirsi di destra, abbia annunciato liberta' di voto (e quindi di opinione) tra la Moratti e l'esponente di Rifondazione Comunista Pisapia. Ancor piu' incredibile poi e' l'anatema di espulsione contro chi volesse esercitare questa liberta' di voto e di opinione a favore del sindaco Moratti''. Ma Fini, dopo il ''che fai mi cacci'' e la traumatica uscita dal Pdl, si guarda bene dal commettere errori da matita blu come un'espulsione. .

Published by
admin