Fmi, dal Sudafrica rispunta candidatura di Gordon Brown

LONDRA 20 MAG Gordon Brown sgom – LONDRA, 20 MAG – Gordon Brown sgomita per l'Fmi: dal Sudafrica, affiancato da Graca Machel, la moglie di Nelson Mandela, e dall'ex segretario generale dell'Onu Kofi Annan l'ex primo ministro britannico rilancia discretamente le sue chance di guidare il Fondo Monetario. Una candidatura anomala, da pugile suonato che non intende farsi mettere di nuovo al tappeto. Disoccupato da quando Davis Cameron lo ha battuto alle elezioni, l'ex primo ministro ed ex cancelliere dello scacchiere laburista punta sulle amicizie all'interno del Bric (le economie emergenti di Brasile, Russia, India e Cina) ma si scontra con il veto a gamba tesa del nuovo governo di Londra che non vuole che sia lui a ereditare la poltrona di Dominique Strauss-Khan. In Sudafrica Brown ha criticato i paesi del G8 per non aver tenuto fede agli impegni Onu di mandare a scuola ogni bambino del mondo entro il 2015. Ma a chi gli chiedeva se avesse ancora ambizioni sul Fondo come annunciato dai media del suo paese a meta' aprile quando l'umiliante debacle di Strauss-Khan era ancora di la' da venire e si parlava di un cambio della guardia legato alle elezioni francesi, l'ex premier ha offerto una cauta smentita. ''Non sono qui per candidarmi al Fondo. Le candidature al Fondo devono basarsi sul merito'', ha detto ai giornalisti che gli mostravano la pagina del Guardian dove invece non si parlava che di questo: secondo il giornale britannico l'ex premier laburista, pur giudicato un outsider dagli allibratori, ''e' molto apprezzato in Africa per il suo lavoro sul debito e sullo sviluppo e ammirato anche da potenze emergenti come la Cina'' per il suo ruolo nella reazione alla crisi finanziaria. ''Brown non ha lanciato una campagna formale, ma e' disponibile se qualcuno mettera' avanti il suo nome'', scrive oggi il giornale. Ma puo' farcela Brown a tagliare il traguardo? Il successore di Tony Blair spera forse di emergere per default se europei, americani e paesi emergenti non riusciranno a mettersi d'accordo su un nome. Una corsa tutta in salita: innanzitutto per il blocco imposto alla sua candidatura da Cameron, dal cancelliere dello scacchiere George Osborne (''Non me lo ha mai chiesto'') e di nuovo ieri dal ministro delle Attivita' produttive Vince Cable. ''Uno che non si e' accorto dei problemi del debito del Regno Unito non e' il piu; adatto a lavorare con altri paesi peri problemi del debito'', aveva detto Cameron alla Bbc quando il nome di Brown era circolato per la prima volta e anche Cable, sdoganando candidature dalla zona dell'euro, ha bloccato ieri di fatto l'ex cancelliere dello scacchiere che fermo' Blair quando pensava di portare la Gran Bretagna nell'eurozona.

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