Montevideo (Uruguay) – Il senato dell'Uruguay potrebbe decidere oggi di annullare la Ley de caducidad, l'amnistia sui crimini contro l'umanità commessi durante gli anni della dittatura tra il 1973 e il 1985, ribaltando l'esito di due referendum. Dopo il sostegno del presidente di sinistra Jose Mujica, la legge tornerebbe poi alla Camera bassa per modifiche minori e potrebbe diventare legge il 20 maggio, il giorno in cui il Paese ricorda i 174 prigionieri politici che furono sequestrati e uccisi dalla giunta militare. I tribunali potrebbero così perseguire crimini commessi in territorio uruguayano in passato, accontentando una richiesta chiave dell'ala di sinistra della coalizione al governo del Fronte Amplio e rispettando una sentenza del 2009 della Corte suprema, che definì l'amnistia incostituzionale. I partiti dell'opposizione di destra e i militari in pensione sono preoccupati per il cambiamento, che ha scosso anche la coalizione al governo. Mentre l'Argentina ha fatto della persecuzione dei crimini della Guerra Sucia una priorità e il Cile è orgoglioso di quella sulle violazioni dei diritti umani, l'Uruguay ha sempre evitato di riaprire vecchie ferite. La legge sull'amnistia, passata nel 1986 come complemento a una precedente amnistia per i crimini da parte della sinistra, ha protetto sinora la maggior parte dei militari coinvolti. Solo casi eccezionali di crimini e omicidi di uruguayani commessi fuori dal Paese sono stati perseguiti, condannando al carcere una decina di ufficiali.
