Roma – In merito alle notizie in merito a una possibile riconducibilità del fondo Oak ai Democratici di sinistra, il rappresentante legale del partito Ugo Sposetti spiega che sono prive di fondamento. Sposetti spiega che il partito dei Democratici di sinistra "non ha mai gestito, direttamente o indirettamente, conti all'estero", "ha già intrapreso iniziative giudiziarie, sia in sede civile che in sede penale, nei confronti di tutti coloro che in questi ultimi anni hanno ipotizzato l'esistenza di un qualche tipo di collegamento tra il partito, o suoi dirigenti, ed il Fondo Quercia (Oak fund)", "la prima sezione della Corte di Assise di Milano ha, nei mesi scorsi, ammesso la costituzione quale parte civile in seno al processo cosiddetto Security Telecom del partito dei Democratici di sinistra, che dunque è vittima dell'attività di dossieraggio illecito posta in essere da personale Pirelli e Telecom". Sposetti aggiunge inoltre che "nel corso dell'udienza del 30 marzo scorso il sostituto procuratore della Repubblica titolare delle indagini ha depositato agli atti del processo, tra i vari documenti, il dossier sul Fondo Quercia, definendolo, non a caso, corpo di reato in quanto esso stesso frutto dell'attività di dossieraggio illecito posta in essere. Nessuno più del partito dei Democratici di sinistra ha interesse ad accertare chi abbia costruito questo falso. Purtroppo, il principale ostacolo all'accertamento della verità è costituito dalla decisione del governo Berlusconi di opporre il segreto di Stato nel processo Telecom in corso a Milano. Chi vuole chiarezza si adoperi affinché venga rimosso il segreto di Stato e sia possibile non solo accertare l'identità dei calunniatori che hanno fabbricato il falso dossier sul Fondo Quercia, ma soprattutto accertare mandanti che lo hanno commissionato e chiarire le ragioni per le quali esso fu creato".