MILANO – I Ligresti aspettano la Consob prima di dare il la' al valzer degli aumenti di capitale di Fonsai e Milano Assicurazioni. I cda delle due compagnie e quello della capogruppo Premafin – in programma tra domani e giovedi' – sono stati infatti rinviati a sabato 14 maggio. Giorno in cui, oltre che sulle trimestrali, delibereranno sull'esercizio delle deleghe per ricapitalizzare il gruppo con 800 milioni di euro. Entro sabato la commissione guidata da Giuseppe Vegas avra' infatti risposto al quesito sull'opa presentato da Unicredit e Premafin. Il piano di salvataggio del gruppo, messo a punto dalla banca insieme alla holding dei Ligresti, e' subordinato all'assenza dell'obbligo di un'opa su Fonsai. Se cosi' fosse i consigli avvieranno l'iter per la ricapitalizzazione; in caso contrario Unicredit si dovra' sfilare lasciando i Ligresti in balia dell'incertezza e della crisi del loro gruppo. Entro sabato dovrebbe inoltre arrivare anche il via libera delle banche creditrici di Premafin alla modifica del contratto di finanziamento da 322 milioni. La ristrutturazione, seconda condizione a cui e' subordinato il piano Unicredit, permettera' alla holding di vendere alla banca i diritti di opzione sulle sue azioni Fonsai, tutte in pegno agli istituti. ''Speriamo'' di dare una risposta entro mercoledi', ha detto Vegas in mattinata senza offrire certezze sul fatto che il responso sarebbe arrivato in tempo per evitare ai cda di Fonsai e della Milano di decidere 'al buio'. La Consob e' infatti imbottigliata in una serie di scadenze ravvicinate (l'assemblea di oggi, il prospetto sull'opa Parmalat e il quesito Fonsai) che non consentono previsioni. Da qui la decisione di rinviare tutto a sabato, in modo da avere la sicurezza di deliberare con la risposta della Consob sul tavolo. La scelta del rinvio lascia pero' intendere che, in caso di no della Consob, la struttura della ricapitalizzazione potrebbe saltare. Ma in qualche modo bisognera' intervenire per rispondere al pressing dell'Isvap che chiede a Fonsai margini di solvibilita' adeguati. A tal proposito l'esistenza di un piano 'C', con un mandato a Unicredit e Mediobanca per vendere asset, e' stato smentito da tutti gli interessati. Gli accordi con Unicredit prevedono che la banca rilevi da Premafin i diritti di opzione necessari per sottoscrivere il 6,6% di Fonsai nell'ambito dell'aumento di capitale. Un'operazione da 170 milioni il cui scopo e' finanziare Premafin ed evitarne un'eccessiva diluizione in Fonsai. L'impegno verra' compensato con tre consiglieri e una serie di poteri di governance, piu' il 'jolly' Piergiorgio Peluso, responsabile del corporate banking di Unicredit, che approdera' (fuori dal patto di sindacato) alla direzione generale di Fonsai. Come valutera' la Consob questi accordi? I 'bookmakers' di Piazza Affari scommettono su un lasciapassare, magari condizionato. Il salvataggio dei Ligresti viene ormai visto come un'operazione di sistema. Anche se, dopo l'estremo rigore usato con i francesi di Groupama, la Consob – se non vorra' incorrere in accuse di favoritismi – dovra' adottare la stessa severita'.
