Francesco Lodi spegne i sogni Champions della Juventus

TORINO 23 APR Altro che Cha – TORINO, 23 APR – Altro che Champions, altro che Europa League. La piccola Juventus di quest'anno vanifica un'altra rincorsa combinandone una nuova nel suo repertorio di orrori: farsi rimontare di due gol dal Catania a tempo quasi scaduto. Ma non e' tutto qui lo scempio che si e' consumato: gli etnei nell'ultima mezzora hanno dominato, passando la restante serata nell'area bianconera dove ad attanderlo c'erano undici spaventatissimi avversari incapaci di reagire e di buttare la palla via. Uno spettacolo davvero triste, se si considerano i diversi spessori tecnici ed economici delle due formazioni. La partita che probabilmente segnera' la fine dell'era-Del Neri era cominciata bene soltanto grazie a Del Piero, il campione che anche stasera ha tenuto viva la squadra e l'ha salvata con giocate di alto livello, ma soprattutto segnando i due gol grazie ai quali la partita sembrava chiusa. Ma la Juve non finisce mai di stupire: passata in vantaggio grazie a un rigore dubbio trasformato dal capitano e capace (senza mostrare nulla di eccezionale) di raddoppiare con la bravura e la fortuna dello stesso Alex, che ha sfruttato un rimpallo, la squadra di Del Neri non e' nemmeno stata in grado di gestire una gara abbordabile in casa con un avversario gia' mezzo condannato (e oltretutto gravato di ben cinque cartellini gialli). Il campanello d'allarme era arrivato in finale del primo tempo, quando Gomez aveva stampato sulla traversa una bordata da fuori area, ma Del Piero aveva costretto qualche minuto prima Andujar a bruciarsi le mani su una sua punizione. Sembrava almeno un match aperto ad altri gol, a vantaggio dei padroni di casa, visto che il Catania era costretto a scoprirsi. Invece, con il passare dei minuti, gli etnei hanno cominciato ad assediare i bianconeri, mettendoli in grande difficolta' con le scheggie Ricchiuti e Gomez e il mobile Maxi Lopez. Tuttavia la Juventus ha avuto in una ripartenza la palla per chiudere la partita, ma Pepe l'ha sprecata come un dilettante. Ci ha provato di testa nel finale anche Toni, ma Andujar e' stato bravo sul suo colpo di testa. L'affanno finale della squadra di Del Neri e' stato uno spettacolo davvero imbarazzante: e infatti il gol finale di Lodi e' arrivato da una punizione che Melo ha costretto l'arbitro a fare ripetere perche' e' avanzato di cinque metri. E questa volta Lodi non ha perdonato. Adesso c'e' poco da sperare, perche' si e' capito che il problema principale e' la stessa Juventus e non tanto gli avversari, che comunque la precedono di parecchi punti. Nella serata finita ancora una volta in incubo, si sono salvati, guarda caso, i due che possono fregiarsi a pieno titolo dell'etichetta di campioni . Per gli altri, Aquilani e Krasic compresi, una dimensione ben diversa. Nessuno ha mai creato superiorita' numerica, nessuno ha illuminato ne' sveltito l'azione anche quando la Juventus nel primo tempo aveva il pallino in mano. E poi la squadra soffre incredibilmente gli avversari di palleggio rapido e ritmo alto e questa non e' una novita'. Ma i famosi miglioramenti previsti da Del Neri non si sono mai visti: la Juve e' compassata e senza idee come a inizio stagione. Soltanto Del Piero, con le sue magie, riesce a coprire questa realta'. Tra i mediocri c'e' anche l'arbitro Bergonzi, che ha fischiato un rigore generoso e prolungato di un minuto il recupero, concedendo una seconda punizione che non c'era, ma questi sono dettagli che non possono costituire un alibi per una squadra che fino a poche ore fa aveva ancora ambizioni Champions. Il Catania ci ha creduto fino alla fine e Simeone ha profuso alla squadra tutto il proprio ardore, rischiando anche la seconda punta oltre ai due fantasisti, poiche' aveva capito che la Juventus era vulnerabilissima. La convinzione gliel'aveva data il primo gol etneo: Bergessio aveva crossato indisturbato e Gomez, con la difesa (in particolare Grosso) immobile, aveva agevolmente preceduto tutti. Per il Catania un punto pesante che da' un sacco di morale. Per la Juve l'ennesima delusione dopo l'ennesima illusione. Si guarda gia' al domani, con i tifosi della curva che hanno ancora manifestato avversione per Del Neri, ma avvertono che Mancini e' ancora piu'odiato. Le colpe del tecnico sono pesanti, ma troppi giocatori bianconeri hanno dato l'ennesima dimostrazione di non meritare ne' la maglia, ne' gli ingaggi che percepiscono. E ora, alla fine dei sogni, la realta' della ricostruzionje. Che sara' ancora piu' difficile di quella dell'anno scorso. .

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