Francia blocca treni, agenti al confine

VENTIMIGLIA (IMPERIA) 17 APR Linea dura senza paura. – VENTIMIGLIA (IMPERIA), 17 APR – Linea dura senza paura. Cosi'la Francia chiude la frontiera di Mentone al treno della dignita' che i centri sociali italiani avevano preparato per aiutare i migranti tunisini a superare la linea di frontiera e andare finalmente in Francia. Treni soppressi a Ventimiglia fino al tardo pomeriggio e Compagnie repubblicaine de securite' schierata con reti antisommossa a Ponte San Ludovico per ''motivi di ordine pubblico''. L'assist involontario al governo francese viene proprio dai centri sociali che con il treno della dignita' volevano accompagnare in Francia gli oltre 150 tunisini muniti di permesso di soggiorno temporaneo e carta di viaggio. Poco prima delle 13 il tabellone della stazione di Ventimiglia ha segnato la soppressione di tutti i convogli che si recavano in Francia. Un punto per i francesi che hanno agito in contropiede vanificando di fatto le intenzioni dei centri sociali. La notizia e' arrivata al Viminale in un attimo e immediato e' stato il commento del Ministro Maroni: ''Siamo in regola con le norme Ue''. E questo i francesi lo sanno benissimo ma l'assist, inconsapevole, dei centri sociali ha consentito al prefetto di Aix en Provence (distretto sotto cui ricadono Nizza e Menton) di bloccare la frontiera per ''motivi di ordine pubblico''. Sospendere la circolazione ferroviaria e blindare i 'limes' di Ponte san Luigi e Ponte san Ludovico serviva, per ammissione francese, ''a evitare l'arrivo dei centri sociali italiani''. In questa partita, oggi, molto ha giocato il senso di responsabilita' della polizia italiana e degli stessi manifestanti. Dopo la decisione della Francia le scintille avrebbero potuto far saltare per aria quel delicatissimo equilibrio di forze che si e' manifestato in piazza della stazione a Ventimiglia. I manifestanti, circa 300, hanno chiesto di poter andare sotto il consolato francese e quando e' stato risposto loro di no, la tensione e' andata alle stelle. In tanti hanno premuto contro il cordone di polizia mentre si tentava una mediazione. Scintille, cori, la voce di 'provviste' di sanpietrini per iniziare lo scontro. E invece nulla e' successo: dopo un sit in dimostrativo sulla strada ferrata (il corteo si e' spostato sui binari in direzione della Francia nella stazione silenziosa e vuota) e la rinuncia a raggiungere a piedi il confine, i centri sociali sono rientrati nelle rispettive regioni (Emilia Romagna, Veneto, Liguria) e i tunisini, circa 200, sono stati riaccompagnati nel centro di prima assistenza poco fuori la cittadina di frontiera. Frontiera che questa sera e' stata riaperta e c'e' da scommettere che in tanti prenderanno un treno per superare il confine. In fondo, domani e' davvero un altro giorno.

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