PARIGI 22 APR All'Eliseo dicon – PARIGI, 22 APR – All'Eliseo dicono che si tratta di un puro documento ''di compilazione'', eppure le 73 pagine sui 'Quattro anni di azione' di Sarkozy – intitolati 'La Francia avanza' – hanno tutto il sapore dell'apertura di campagna elettorale. Il presidente, che da tempo annaspa nei sondaggi, cerca di risalire la china con un elenco dettagliato del suo bilancio, ovviamente a tinte rosa. 'Viaggio in una Francia perduta', titola provocatoriamente il quotidiano di riferimento della gauche, Liberation, commentando a sua volta un bilancio definito ''preoccupante e deludente'' a un anno dalle presidenziali. Nicolas Sarkozy e' alle prese da un anno con un calo della popolarita' che e' ormai diventato vertiginoso. Quasi tutte le simulazioni degli istituti di sondaggio sull'eventuale primo turno della corsa all'Eliseo (ma fra i protagonisti soltanto la leader del Fronte nazionale Marine Le Pen e l'ex segretario socialista Francois Hollande si sono per il momento dichiarati) vedono l'attuale capo dello stato addirittura fuori al primo turno. Aveva promesso la ''rottura'' con il passato e una Francia moderna, si e' trovato di fronte la crisi economica mondiale e tante resistenze interne al paese e alla maggioranza. Eppure, il tono del catalogo di successi di Sarkozy e' quello di un elenco di compiti portati a termine o quasi: ''non si vince grazie al bilancio – osserva Brice Hortefeux, ex ministro dell'Interno che organizzera' la campagna presidenziale – ma si puo' perdere con un bilancio spiegato male''. In politica estera, Sarkozy – un tempo detto ''l'americano'' -si e' ritrovato protagonista spesso in solitario: presidenza dell'Ue nel 2008 tutto sommato positiva (trascinante l'impegno nella lotta ai cambiamenti climatici), iniziativa decisiva nel disinnescare la crisi della Georgia, quindi bilancio per ora in chiaroscuro sulle rivolte nordafricane: la Francia non si e' praticamente accorta di quanto accadeva in Egitto e Tunisia, salvo poi fare da apripista in Libia. A Sarkozy viene poi riconosciuta unanimemente la capacita' di aver reagito e sollecitato i partner ad unirsi a lui nel momento piu' grave della crisi, in particolare quando si e' trattato di salvare le banche. Sul piano interno, riforme a tappe forzate per pensioni (lacrime, sangue e tante manifestazioni ostili, ma e' stato il primo a riemergere in piedi dall'impresa) e universita' (mai del tutto digerita' la svolta dell'autonomia degli atenei). Sul piano economico ha tentato di arginare non tanto la crisi, quanto i suoi effetti, riuscendo a limitare la disoccupazione e a migliorare l'assistenza a chi perde il lavoro. Tutto da vedere il bilancio nel capitolo immigrazione: accanto a scivoloni personali, come quello della crociata anti-rom della scorsa estate, Sarkozy ha subito l'effetto perverso di ministri dell'Interno – prima Hortefeux, ora Claude Gueant – che nei loro tentativi di far concorrenza all'intolleranza dell'estrema destra verso gli immigrati (anche quelli regolari) hanno finito per preoccupare i ceti moderati e la grande industria. .
