GERUSALEMME – Il negoziato resta l'unica strada auspicabile per giungere a un accordo di pace israelo-palestinese fondato sul principio dei ''due Stati''. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, da Gerusalemme, dove accompagna oggi il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Secondo Frattini – che su questo punto ha riaffermato la piena sintonia fra governo e Quirinale, gia' espressa in precedenza da Napolitano durante una conferenza stampa con il presidente israeliano, Shimon Peres – bisogna compiere ogni sforzo per ''evitare dichiarazioni unilaterali che scavalcherebbero il principio del negoziato'': un riferimento all'intenzione dell'Autorita' nazionale palestinese (Anp) di rivolgersi a settembre autonomamente all'Assemblea generale dell'Onu per chiedere il riconoscimento di un proprio Stato di fronte all'ipotesi del protrarsi dello stallo negoziale. ''Di qui a settembre – ha d'altronde proseguito il ministro degli Esteri – c'e' spazio per evitare questo sbocco. Ascoltiamo cio' che il premier (israeliano Benyamin) Netanyahu dira' a Washington fra qualche giorno e auguriamoci che in quel discorso possa esserci un rilancio del negoziato diretto''. Quanto al fronte palestinese, Frattini ha quindi ripetuto che il recente accordo di riconciliazione fra i moderati di Fatah e gli islamico-radicali di Hamas ''non puo' assolutamente mettere in discussione i principi fissati dal Quartetto'' a base del processo di pace (e finora respinti da Hamas): vale a dire il riconoscimento del diritto all'esistenza dello Stato d'Israele, la rinuncia al terrorismo e l'accettazione degli accordi del passato. Su questo punto – ha concluso – ''siamo tuttavia rassicurati dal fatto che il presidente Abu Mazen voglia continuare a guidare personalmente il negoziato, poiche' Abu Mazen e' notoriamente un uomo di pace e i principi del Quartetto li ha sempre riconosciuti''.