Gb: "C'è stupro e stupro", ministro scatena polemiche

LONDRA 18 MAG C'e' stupro e stu – LONDRA, 18 MAG – C'e' stupro e stupro: nel Regno Unito che assiste ipnotizzato alla saga giudiziaria del capo dell'Fmi Dominique Strauss-Khan accusato di violenza carnale, il ministro della giustizia Kenneth Clarke si e' messo nei guai sostenendo che il 'date rape' (quello che puo' avvenire quando le due persone si conoscono) sia uno stupro di seconda classe. Immediatamente alla Camera dei Comuni si sono levate voci di dimissioni e Downing Street ha chiesto chiarimenti. ''Dovrebbe essere licenziato'', ha protestato durante il Question Time il leader dell'opposizione Ed Miliband mentre il primo ministro David Cameron ribadiva a Clarke la sua fiducia ordinandogli pero' di andare in televisione e chiarire la sua posizione: ''La nostra linea e' chiara: lo stupro e' un reato grave e i reati gravi necessitano di gravi punizioni'', ha detto un portavoce del premier. Il Guardiasigilli aveva inizialmente parlato alla Bbc per calmare le acque dopo che era stata annunciata una proposta del governo per dimezzare le pene agli stupratori che accettino di dichiararsi colpevoli: un'iniziativa che adesso verra' rivista ma che era stata pensata per venire incontro alle vittime ed evitar loro la lunga odissea di interrogatori di polizia con relative domande imbarazzanti e visite mediche. Ma l'intervento del ministro ha peggiorato la situazione. La vittima di uno stupro, in lacrime, era intervenuta nella trasmissione dicendo che il progetto di sconto di pena sarebbe stato un disastro. Clarke aveva replicato che nessuno condannato per uno ''stupro serio'' verrebbe mai rilasciato in fretta come i colpevoli di 'date rape', quando cioe' lo stupratore conosce l'aggredita. E quando l'intervistatore l'aveva interrotto osservando che ''lo stupro e' stupro, mi scusi..'', il ministro lo aveva contraddetto: ''Non e' cosi''. Queste parole hanno dominato la giornata politica britannica: per Miliband, Clarke ''non puo' parlare a nome delle donne di questo paese se la pensa cosi'. Stasera non dovrebbe essere piu' al suo posto''. Il ministro era poi tornato in televisione per chiarire la sua posizione ma in un'intervista su SkyNews si era rifiutato di fare mea culpa limitandosi a dirsi ''stupito'' dalle reazioni del pubblico e dei colleghi in politica.

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