LONDRA – Twitter dichiara guerra ai segreti delle star: sul sito di microblogging e' stato aperto un 'indirizzo' che afferma di aver messo in piazza avventure extraconiugali vere o presunte di celebrita' che non possono essere divulgate perche' coperte da un 'super-bavaglio' imposto dalla magistratura ai media. La pagina Twitter, che puo' essere letta da chiunque sul web, ha raccolto oltre 30 mila 'seguaci' nell'arco di poche ore. La sua esistenza e' stata amplificata dalle stesse celebrita' nominate che, come ha fatto l'ex fidanzata di Hugh Grant Jemina Kahn, ha usato il suo conto Twitter per smentire di essersi rivolta al giudice per impedire la pubblicazione di foto osee che la avrebbero interessata. Il bavaglio, che in linguaggio tecnico in Gran Bretagna si chiama 'super-ingiunzione', e' da settimane al centro delle polemiche nel Regno Unito. Nato come strumento contro l'invadenza della stampa tabloid che alimenta le pubblicazioni rivelando gli scandali di ricchi e famosi, le super-ingiunzioni sono diventate una formula di routine con cui i vip proteggono la loro privacy e impediscono non solo di identificare la celebrita' in questione o lo scandalo che la riguarda ma anche di pubblicare l'esistenza dell'ordine della magistratura. ''Ho qualche problema con le super-ingiunzioni'', ha ammesso qualche giorno fa il primo ministro David Cameron auspicando una revisione delle procedure. ''E' una forma di giustizia su misura per ricchi'', ha polemizzato l'avvocato per i diritti umani Mark Stephens, lo stesso che ha difeso il capo di Wikileaks Julian Assange. Secondo Stephens negli ultimi tre-quattro anni sono state emanate circa 200 super-ingiunzioni. Ottenerle costa circa centomila sterline, un costo che mette il provvedimento fuori dalla portata dei comuni mortali.
