Gelo Berlusconi-Colle. Fini: "Da premier benzina"

ROMA 9 MAG Il ricordo dei ma – ROMA, 9 MAG – Il ricordo dei magistrati vittime del terrorismo sembra essere l'unico punto su cui convergono Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi quando si parla di giustizia. Tra i due infatti rimangono le distanze (e qualcuno in ambienti parlamentari parla di gelo) sui giudizi complessivi sulla magistratura. Con il premier sempre pronto a caricare a testa bassa certi pm e che rilancia anche l'idea di istituire una commissione d'inchiesta parlamentare contro la quale, pero', si scagliano il presidente della Camera, Gianfranco Fini e tutta l'opposizione. Al Quirinale, il Capo dello Stato visibilmente commosso ricorda i giudici uccisi ed invita a ''onorare la magistratura'', premessa indispensabile ''per ogni produttivo appello alla collaborazione necessaria per le riforme''. Non solo, il presidente della Repubblica chiede poi che si parli ''responsabilmente della magistratura e alla magistratura''. Un discorso alto per ricordare i giudici uccisi. Un passaggio condiviso in pieno dal premier che definisce ''eroi'' i magistrati vittime del terrorismo salvo poi attaccare i pubblici ministeri milanesi. ''Mi unisco idealmente alle nobili parole'' del presidente della Repubblica dice il Cavaliere, che poi aggiunge: ''Insieme al governo e all'Italia intera, mi inchino con rispetto e gratitudine''. Nella nota Berlusconi non risparmia critiche ''alle tribune mediatiche e universitarie concesse con disinvoltura ai terroristi che sono stati protagonisti feroci e criminali di quegli anni''. Ecco perche', aggiunge ancora il presidente del Consiglio, ''dichiaro oggi l'impegno del governo a contribuire ad aprire tutti gli armadi della vergogna perche' nessuna strage rimanga piu' avvolta nel mistero''. La commemorazione delle vittime del terrorismo sembra dunque l'unico punto su cui il presidente del Consiglio ed il Quirinale convergono. Tant'e' che in tribunale a Milano per l'udienza sul caso Mills, il premier accusa di ''eversione'' i Pm del capoluogo lombardo definendoli ancora una volta ''un cancro della democrazia'' da bloccare anche con ''l'istituzione di una commissione d'inchiesta''. Una idea che Gianfranco Fini definisce ''Un'assurdita', una anomalia. Lo Stato di diritto e' organizzato in tutt'altro modo'', e'la replica del presidente della Camera che poi accusa il Cavaliere di ''gettare benzina sul fuoco forse per non far parlare di altro''. L'idea rilanciata dal capo del governo non piace nemmeno all'opposizione. Il Partito Democratico parla di ''persecuzione giudiziaria'' a danno dei Pm e di parole ''indecenti e vergognose'' nel giorno della memoria delle vittime del terrorismo: ''E' dal 2001 che i berlusconiani propinano la storia della commissione parlamentare d'inchiesta sui magistrati milanesi – ricorda Donatella Ferranti – capogruppo del Pd in commissione Giustizia – e' una vera e propria persecuzione giudiziaria''. Mentre Rosi Bindi si dice convinta che, quella di Berlusconi sulla magistratura sia ''una patologia personale''. Critica anche l'Udc che con il segretario Lorenzo Cesa parla di ''proposta demenziale. Il premier – aggiunge – sta delegittimando la magistratura per fini elettorali, sta attaccando i magistrati di Milano per vincere le comunali, se perde infatti cambia tutto''. Antonio di Pietro invece chiama in causa il Quirinale: 'Chi ha il dovere, come il Presidente della Repubblica, di fermare l'attacco alle istituzioni – mette in chiaro il leader dell'Idv – non si puo' limitare a delle raccomandazioni e a dei rimbrotti, ma deve fare dei passi concreti, altrimenti fra poco ci pensera' il popolo''. .

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