GERUSALEMME – Progetti relativi alla costruzione di 1.550 nuovi alloggi da realizzare all'interno di insediamenti ebraici situati in due sobborghi di Gerusalemme est occupati da Israele con la guerra del 1967 sono stati messi sul tavolo nelle ultime ore dalla commissione edilizia del Comune. Lo riferisce l'edizione online del giornale Yediot Ahronot, sottolineando come l'iniziativa – per quanto embrionale – rischia di gettare una nuova ombra sul delicato vertice di domani a Washington, del premier, Benyamin Netanyahu, con il presidente Usa, Barack Obama, la cui amministrazione ha piu' volte espresso disappunto di fronte a ipotesi analoghe. I progetti dovrebbero riguardare le aree di Pisgat Zeev (dove secondo una organizzazione non governativa pacifista, 620 di queste 1.550 abitazioni sono gia' state autorizzate in prima battuta anche da un comitato governativo) e di Har Homa: entrambe situati oltre quei confini del 1967 entro i quali i palestinesi rivendicano un loro Stato. Confini che Obama ha indicato nel suo discorso di oggi come base di un possibile accordo di pace, non escludendo qualche correzione, ma solo sulla base di ''scambi di territori concordati''.
