Giappone: banca staminali per salvare tecnici di Fukushima

TOKYO – Una 'banca' di cellule staminali per salvare i tecnici al lavoro nella disastrata centrale nucleare di Fukushima: e' la proposta lanciata da un gruppo di scienziati nipponici che hanno rivolto un appello alle autorita' sanitarie affinche' prelevino al piu' presto campioni di sangue dal personale a rischio contaminazione radioattiva per rendere piu' tempestivo e sicuro un eventuale trapianto di cellule. ''Il pericolo di incidenti con esposizioni alle radiazioni non e' passato, considerato che si sono verificate numerose scosse di assestamento anche in questo mese'', hanno scritto sulla rivista medica Lancet, Shuichi Taniguchi e Tetsuya Tanimoto, rispettivamente impegnati all'ospedale Toranomon di Tokyo e alla Fondazione giapponese per la ricerca sul cancro. Secondo i medici nipponici, lo smantellamento completo dei reattori in avaria al sito Fukushima n.1 ''richiedera' anni'', mantenendo alto il rischio di esposizioni accidentali per i lavoratori, motivo per cui ''sara' ancora piu' importante conservare campioni del loro sangue''. Il prelievo diretto delle cellule dei tecnici di Fukushima permetterebbe, nella necessita' di un trapianto, di superare i rischi legati al possibile rigetto di cellule donate e le stesse staminali potrebbero essere conservate e utilizzate in futuro nel caso di insorgenza di malattie come la leucemia. ''La missione piu' importante e' salvare i lavoratori e proteggere le comunita' locali – scrivono gli scienziati -. Un simile approccio si rivelerebbe la miglior difesa dell'industria nucleare, poiche' un incidente fatale ai tecnici significherebbe la fine dell'intero settore dell'energia atomica in Giappone''. I ricercatori nel loro intervento hanno inoltre criticato la condotta fin qui tenuta dalla Commissione per la sicurezza nucleare nipponica, che a loro dire si sarebbe dimostrata recalcitrante all'ipotesi di prelievi sanguigni, adducendo la necessita' di non causare un ulteriore ''onere fisico e psicologico sui tecnici nucleari''. .

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