Tokyo (Giappone) – "Abbiamo evitato di fare dichiarazioni finché non abbiamo avuto dati certi", ha detto il portavoce dell'Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare e industriale (Nisa) Hidehiko Nishiyama, in riferimento all'aumento del livello di gravità del disastro nucleare a Fukushima da 5 a 7. I funzionari della Nisa hanno detto che uno dei fattori alla base della decisione è che l'importo complessivo di particelle radioattive rilasciate nell'atmosfera dall'inizio della crisi, ha raggiunto quantità tali da soddisfare un incidente di livello 7. "L'annuncio – ha continuato Nishiyama – è stato fatto adesso perché è stato possibile guardare e controllare i dati raccolti in due modi diversi". La revisione si è basata infatti su un controllo incrociato dei dati sulle perdite di iodio-131 e cesio-137, raccolti da un lato dalla Nisa, dall'altro dal Consiglio di sicurezza nucleare. Nishiyama ha sottolineato che a differenza di Chernobyl non ci sono state esplosioni del nocciolo dei reattori dello stabilimento, anche se ci sono state esplosioni di idrogeno. "In questo senso – ha spiegato – questa situazione è totalmente diversa da Chernobyl". La quantità di radiazione che fuoriesce dalla centrale di Fukushima è circa il 10% di quella dell'incidente in Ucraina, ma la Tepco deve ancora stimare la quantità totale di materiale radioattivo che potrebbe essere rilasciato, e che potrebbe addirittura superare il caso del 1986.