TOKYO – I robot ''made in Japan'' si preparano a entrare in azione nella centrale nucleare di Fukushima, dopo essere stati preceduti nella ricognizione da due automi di produzione Usa che hanno mostrato al mondo le prime immagini dall'interno dei locali disastrati. Si chiama Quince, un mezzo cingolato capace di operare in condizioni estreme, l'automa chiamato a restituire lustro al Sol Levante, considerata la sua fama di patria mondiale dei robot. Progettato da un team di ricercatori congiunto dell'Istituto di tecnologia di Chiba e dell'universita' Tohoku, l'automa e' alto 66 cm e largo 48, disponendo di un braccio meccanico articolato, una videocamera e una serie di sensori ambientali. Quince e' stato modificato d'urgenza per renderne possibile l'impiego nei locali interni del sito nucleare, dove il livello di radiazioni e' ancora alto e non permette l'intervento umano diretto: ai congegni di rilevazione e' stato aggiunto un sensore per la radioattivita', mentre per evitare la perdita del segnale radio il comando a distanza potra' essere effettuato anche con un lungo cavo ottico. Tra le mansioni affidate a Quince, pronto a entrare in azione non appena concluso l'addestramento, la ricognizione nelle aree piu' disastrate del sito, come edifici di reattori e turbine: qui il robot, che lavorera' in coppia con un gemello, potra' collezionare foto e filmati, analizzare temperatura, umidita' e radioattivita', e tentare di svolgere sulle strumentazioni le operazioni tipiche degli umani. Gli speciali cingoli, cinque in tutto, dovrebbero permettere di superare anche gli ostacoli piu' impervi, come le macerie di cui e' disseminato l'impianto che, oltre al sisma/tsunami dell'11 marzo, e' stato pesantemente danneggiato dalle successive esplosioni di idrogeno. Nei giorni scorsi, una coppia di robot da soccorso Usa e' stata usata dalla Tepco per esplorare i locali della centrale, una scelta che ha causato non poca frustrazione nella comunita' scientifica nipponica: ''Il Giappone non possiede robot per uso militare – ha notato Satoshi Tadakoro, professere dell' universita' Tohoku -, ma puo' vantare comunque tecnologie alla pari degli Stati Uniti''.
