GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA) – Ha minacciato per anni una collega addetta alla cassa facendosi consegnare, in diverse tranche, una somma complessiva di oltre 145 mila euro. E' l'accusa mossa a Domenico Bagala', di 33 anni, dipendente della societa' Gioseta, che gestisce la riscossione dei tributi per conto dei Comune di Gioia Tauro, Seminara e Taurianova, arrestato stamani dalla polizia con l'accusa di estorsione continuata. L'inchiesta, coordinata dal procuratore di Palmi, Giuseppe Creazzo, e dal pm Giulia Pantano, e condotta dalla sezione investigativa del Commissariato di polizia di Gioia Tauro, e' partita dalla denuncia del presidente del consiglio di amministrazione della Gioseta che ha scoperto un ammanco di cassa di 145 mila euro. Le indagini hanno portato all'individuazione di Bagala' che, secondo l'accusa, avrebbe rivolto alla collega minacce sia esplicite che larvate per costringerla a consegnargli il denaro. In base ai risultati delle indagini, la Procura ha chiesto al gip Daniela Tortorella, l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere che e' stata eseguita oggi. Bagala', che e' incensurato, secondo gli investigatori e' vicino alla cosca di 'ndrangheta dei Piromalli di Gioia Tauro, essendo cognato di Girolamo, del quale ha sposato una sorella. Girolamo Piromalli, di 31 anni, e' stato arrestato nel dicembre scorso dalla polizia insieme ad altre sette persone, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per tentata estorsione ai danni di un imprenditore.
