PARMA – L'adrenalina si comprende, le accuse meno. La prima volata del 94/o Giro d'Italia finisce in una sorta di duello rusticano. Fa tutto Mark Cavendish: prima punta il dito contro Alessandro Petacchi, poi lo assolve (''non e' colpa sua, e' un grandissimo campione'') e se la prende con gli organizzatori e la giuria. E dire che e' la maglia rosa. ''Ho trasferito la mia frustrazione sui giudici – spiega in conferenza stampa – ma non e' giusto. Quanto e' successo non e' colpa di Alessandro ma degli organizzatori e della giuria. Mi sono sentito trattato ingiustamente''. Poco dopo l'arrivo i due sembravano essersi chiariti, si sono perfino dati la mano davanti alle telecamere della Rai, con Mark imperturbabile anche quando sul palco del 'Processo' e' stato fischiato dai tifosi. ''Ogni volta che in passato mi sono discostato dalla mia linea in uno sprint anche di un centimetro mi hanno squalificato – la sua tesi -. E oggi la sensazione che ho avuto e' che Petacchi abbia cambiato direzione. Ha virato a sinistra ricorrendo a una tattica per bloccarmi. Io oggi non farei mai una volata come Petacchi''. Fa capire di aver un po' esagerato a caldo a prendersela con Petacchi (''non immaginate lo sconvolgimento che si vive. Uno sprint o si vince o non vale niente'') e sposta il tiro sulla giuria. ''C'e' del pregiudizio contro di me – dice – questo e' il prezzo del successo. Quando vinci c'e' sempre qualcuno che vuole tirarti giu'''. Pero' non giustifica Ale-jet: ''Ha cambiato direzione tre volte''. Cavendish si dice comunque contento per se' e per la squadra della maglia rosa: ''Spero di tenerla almeno un paio di giorni''. Marco Pinotti cerca di gettare acqua sul fuoco e ripete che Mark e' un istintivo e che ''domani dimentichera' tutto''. ''Non ho fatto niente di scorretto – la replica di Petacchi -, ho deviato leggermente traiettoria ma lui non mi era di fianco. Nello sprint io sono partito a destra e lui a sinistra ma io sono stato sempre davanti. Se ho sbandato non me ne sono accorto, mi dispiace ma se l'ho fatto non ho danneggiato nessuno. Questa faccenda ha offuscato la sua maglia rosa. Io non avrei fatto come lui. Ma lui e' giovane, lo capira' piu' avanti''. Sulla volata ammette: ''Sinceramente pensavo di perdere negli ultimi 50 metri''. Per Petacchi, 37 anni, e' la vittoria n. 22 al Giro, che dedica a suo figlio Alessandro jr. ''Ma per me sono 27 – osserva lo spezzino che oltre alla vittoria conquista anche la maglia a punti – me ne hanno tolte cinque''. La faccenda risale a una squalifica del 2007. ''Me me hanno tolte tredici. Le mie vittorie in totale sono 180. Non era nei miei programmi venire al Giro. E se adesso non dovessi piu' vincere sarei contento lo stesso. Mi basta vincere in un giorno speciale, oggi e' la Festa della mamma. Con l'augurio di smettere quando lo decidero' io''. .
