TERMOLI (CAMPOBASSO) 16 MAG Se non avesse il fiat – TERMOLI (CAMPOBASSO), 16 MAG – Se non avesse il fiato sul collo di una squalifica per doping forse a questo Giro non sarebbe neanche venuto. Come nel 2008, che non a caso vinse. Perche' lui e' anzitutto da Tour de France, ma quello rischia di non correrlo. Sei giorni nascosto in mezzo al gruppo, due per scoprirsi 'Cannibale'. Prima la frustata di Tropea, poi ieri la 'fucilata' dell'Etna. Il Giro e' appena cominciato e ha tutta l'aria di essere gia' finito. Poco importano i distacchi, la sensazione diffusa e' che Alberto Contador sia di un altro pianeta. In salita a molti ieri ha ricordato Pantani del '98, quello dell'accoppiata Giro-Tour, per la facilita' con cui si e' 'bevuto' gli altri in arrampicata. E chi ha osato contrastarlo (Scarponi) e' finito fuori giri. Fino a qualche anno fa solo uno come Armstrong poteva fargli ombra. Adesso che l'americano si e' ritirato praticamente non c'e' piu' nessuno. Forse non vincera' mai un Mondiale, ma le corse a tappe finora non le sbaglia mai. Un computer, ma da ieri anche con un cuore, capace di correre anche all'attacco e vincere dando spettacolo, come piace ai tantissimi tifosi che ancora credono nel ciclismo. Nella storia del Giro i record di Girardengo, Binda, Merckx e Bugno (in maglia rosa dalla prima all'ultima tappa) sembrano inattaccabili. In passato c'e' stato anche chi ha fatto meglio di lui: nel '78 il belga De Muynck prese la maglia dalla terza tappa, nel '95 lo svizzero Rominger dalla seconda. Evgeni Berzin, invece, nel '94 divento' leader dopo una settimana fino alla fine, proprio come Contador. ''E' forte, ma i Giri non si vincono da soli, ci vuole la squadra – dice il russo, che oggi ha una concessionaria d'auto a Stradella, nell'Oltrepo' Pavese – dipende da quanti compagni riusciranno a restare con lui. Pero' Alberto non e' un 'mostro', ieri dietro di lui hanno aspettato troppo, non hanno tirato, e Nibali ha dormito. Se collaboravano di piu' potevano riprenderlo. Giro finito? Ma per carita..'''. A mente fredda lo 'Squalo' di Messina continua a dirsi ''tranquillo'', sa che in caso di squalifica di Contador potrebbe anche bastargli il secondo posto per vincere il Giro. Ieri e' arrivato a Termoli in charter a tarda sera e oggi, a causa del maltempo e del forte vento, e' rimasto in albergo a fare un po' di rulli. ''Se seguivo Scarponi anch'io facevo la stessa fine sua – dice – Non ho agito d'impulso come lui, ho aspettato come gli altri leader cercando di recuperare nel finale. Non ho nulla da recriminarmi. Contador ieri e' stato il piu' forte, ma ci saranno altre occasioni per recuperare. Ma dobbiamo anche essere realisti: se Alberto e' in forma punti deboli e' difficile trovargliene. Per metterlo in crisi cerchero' di sfruttare le occasioni. Ma io non sono uno che si arrende, ne' che si sente gia' battuto. Io la maglia la rosa la voglio a Milano, non sull'Etna''. ''Il Giro non e' finito – dice il team manager della Liquigas Roberto Amodio – La parte piu' dura deve ancora venire. Una giornata nera puo' capitare a chiunque Pero', per uno che di ciclismo se ne intende come Bruno Reverberi, questo Giro era gia' deciso in partenza. ''Per me – dice il patron della Colnago – lo spagnolo e' di un'altra categoria, stravince perche' dietro non c'e' nessuno. Nibali e Scarponi? A volte ci lasciamo trascinare dai facili entusiasmi. I nostri sono bravi ma non campioni. L'anno scorso abbiamo fatto primo terzo e quarto, ma era un Giro minore. Appena arrivano i big.. Uno come Contador se non cade a Milano arriva con dei minuti su tutti''. Niente a che fare pero' con i grandi campioni del passato. ''Ai tempi di Gimondi o Merckx molta gente che e' qui non avrebbe avuto nemmeno la licenza. E uno come Contador 30 anni fa avrebbe fatto quasi il gregario''. Figurarsi che lo spagnolo sogna addirittura non solo l'accoppiata alla Pantani, ma addirittura lo Slam (Giro, Tour e Vuelta). Sempre se glielo permettera' il Tribunale arbitrale. .
