ETNA (CATANIA) 15 MAG Fuoco e fiamme sull'E – ETNA (CATANIA), 15 MAG – Fuoco e fiamme sull'Etna. Alberto Contador e' gia' padrone del Giro. Sulle strade di Vincenzo Nibali quello del campione spagnolo e' un'autentica dimostrazione di strapotere. Scatta a sette chilometri dal Rifugio Sapienza, a quasi duemila metri di quota, prova a resistergli Michele Scarponi, poi passa come birilli quelli che gli stavano davanti e taglia da solo il traguardo esultando a pugno chiuso. Dietro di lui il venezuelano Rujano, l'ultimo ad arrendesi, a cinquanta secondi Nibali e' stato bruciato allo sprint anche da Garzelli. E' una tappa sicuramente da ricordare. Per lo scenario quasi lunare di incomparabile bellezza e suggestione. Mai il Giro si era inerpicato cosi' in alto sopra il vulcano, che dopo la paura dei giorni scorsi ha concesso una tregua permettendo questo spettacolo. E' la terza volta che il Giro sale sull'Etna, ma non aveva mai raggiunto i 1892 metri del Rifugio Sapienza. Nel lontano 1967 aveva vinto Franco Bitossi, nell'89 lo spagnolo Acacio Da Silva. Lungo il percorso grande l'entusiasmo dei tifosi (gli organizzatori parlano di oltre 200 mila presenze): cinque i siciliani nel gruppo, non c'e' solo Nibali. Lungo le pendici dell'Etna un paesaggio lunare ha fatto da sfondo ai corridori. I tifosi speravano in un'impresa di Nibali, anche se non era l'unico siciliano del gruppo (c'erano anche Visconti, Tiralongo, Caruso e Napolitano). Hanno dovuto invece applaudire quella di Contador. Lo spagnolo resta sub judice per il ricorso dell'agenzia mondiale antidoping e Uci, che al Tas di Losanna hanno chiesto di revocare l'assoluzione ottenuta in patria, ma intanto oggi si e' preso il Giro. E' una tappa da ricordare anche per un altro motivo: perche' dimostra che lo spagnolo quando vuole sa dare spettacolo. Considerato un freddo calcolatore, un 'ragioniere' delle corse a tappe, fa vedere che quando vuole sa anche infiammare. E' insomma un nuovo Contador quello che nasce sull'Etna. Nel 2008 aveva trionfato al Giro senza vincere nemmeno una tappa, in questo Giro dopo i primi otto giorni ne ha gia' vinta una. D'altronde che stesse bene lo si era capito gia' ieri a Tropea quando e' partito sempre nel finale insidiando la vittoria di Oscar Gatto. Questa volta ha voluto dare ancora di piu' una dimostrazione di forza partendo come un missile nel tratto piu' duro dell'ultima salita, a sette chilometri e mezzo dall'arrivo. Con lui e' rimasto solo il venezuelano Rujano, che all'ultima accelerazione ha pero' ammainato bandiera bianca. Disintegrati tutti gli altri: Menchov e Joaquin Rodriguez hanno preso oltre due minuti, la vecchia maglia rosa Weening sei e mezzo. Tutto come previsto, si e' deciso negli ultimi micidiali venti chilometri. In precedenza la solita fuga: in nove erano partiti dopo 50 km, tra questi anche tre italiani (Savini, Visconti e Vanotti) oltre a Bakelandts, Cherel, Frank, Horrach, Popovych e Lastras. Quest'ultimo, primo al traguardo volante di Acireale, e' stato a lungo anche maglia rosa virtuale. la fuga ha avuto un vantaggio massimo di cinque minuti e venti. Nel finale sono rimasti in tre, l'ultimo ad arrendersi Bakelandts, che ci ha provato da solo. A nove chilometri dal gruppo e' scattato Rujano che ha ripreso il belga. Poi a 7,5 km dal traguardo Contador e' partito come un razzo. Ha provato a resistergli Michele Scarponi, inutilmente: ripreso Rujano lo spagnolo ha staccato anche lui. Impressionante la sua accelerazione, piu' di una bici sembrava avere una moto. Nibali e' arrivato a cinquanta secondi, 'bruciato' anche da Garzelli. In classifica ora e' quarto a 2'21'', Scarponi appena dietro di lui. Domani c'e' la prima giornata di riposo, martedi' si riprende da Termoli. Il Giro e' appena cominciato, ma adesso che Contador ne e' diventato il nuovo padrone forse si puo' dire che forse e' gia' finito.
