CASTELFIDARDO (ANCONA) 18 MAG Ma quali trappole sug – CASTELFIDARDO (ANCONA), 18 MAG – Ma quali trappole sugli Appennini. Se nemmeno in una tappa come oggi Alberto Contador riesce a perdere la maglia rosa allora per gli altri non c'e' proprio speranza. Lo spagnolo di ghiaccio questa volta era disposto perfino al grande 'sacrificio'. Troppo stressante la vita del leader, ogni giorno un'ora e mezzo in meno da dedicare al riposo. Ieri, infastidito dalle interviste e dalle attese del dopo-gara, ha perfino disertato la conferenza stampa. Essendo obbligatoria e' stato giustamente multato. Oggi si e' scusato spiegando che il Giro ''si vince in hotel''. Bizzarrie di un campione schivo che si concede poco ma che comunque a modo suo entusiasma. Ma finora nessuno lo ha attaccato veramente. Chi ci ha provato, come Scarponi sull'Etna, l'ha fatto d'istinto ed e' finito male. Ci vuole altro per cercare di metterlo in crisi. Un avversario vero finora non c'e' e allora servirebbe sfiancare la sua squadra, tentare di isolarlo e sperare che le sue gambe non girino come al solito. Piu' facile a dirsi che a farsi. Oggi molti aspettavano un numero di Scarponi, che correva sulla strade di casa, ma si e' visto poco. Forse si ricordava lo 'schiaffo' dell'Etna. Delude anche Danilo Di Luca, che perde altri tre minuti e mezzo. Eppure ci ha provato eccome Contador a passare ad altri la maglia. Oggi a un certo punto in fuga c'era il francese Le Mevel, che era terzo in classifica a un minuto e diciannove. Lo spagnolo e' stato visto parlottare in corsa con il brasiliano Fischer, compagno di squadra di Le Mevel alla Garmin. In quel momento il francese era nel gruppo in fuga con circa due minuti di vantaggio ed era maglia rosa virtuale. Magari Contador ha rassicurato Fischer dicendo che per lui Le Mevel la maglia poteva anche prendersela, che non avrebbe mosso un dito per andarlo a riprendere. Ma poi a muoversi sono stati le squadre degli altri big e allora lui non si e' potuto tirare indietro. Tappa insidiosa questa undicesima dall'Abruzzo alle Marche con arrivo a Castelfidardo, altro monumento dell'Unita' d'Italia (nel 1860 vi si combatte' una storica battaglia tra piemontesi ed esercito pontificio). Piena di saliscendi e con ben tre gran premi della montagna di quarta categoria. Saliscendi e strappi adatti alle fughe, che difatti non sono mancate. Nel primo allungo e' entrato anche Vincenzo Nibali, naturalmente subito bloccato. La fuga giusta e' partita dopo una sessantina di chilometri: hanno allungato in nove (Betancourt, Taborre, Stortoni, Moreno, Marzano, Agnoli, Konovalovas, Kruijswijk e Le Mevel), ai quali si sono accodati Machado e Nordhaug. Hanno avuto un vantaggio massimo di quasi due minuti e mezzo. Prima dell'ultimo gpm di Morrovalle e' scattato lo spagnolo Moreno, che a una decina di chilometri dal traguardo è stato raggiunto dal lituano Ignatas Konovalovas. Ci ha provato Pirazzi a uscire dal gruppo ma senza successo. All'ultimo chilometro Moreno si e' alzato ancora una volta sui pedali, ma da dietro gli e' piombato addosso John Gadret che ha regalato alla Francia il primo successo di tappa, con dedica speciale a Weylandt nel giorno del suo funerale in Belgio. Prima della partenza c'e' stato anche un minuto di silenzio. Domani c'e' l'ultima tappa per velocisti con arrivo a Ravenna dove nel 2005 Alessandro Petacchi vinse una delle sue volate piu' belle. Dopo di che gran parte degli sprinter faranno le valigie e torneranno a casa, per lasciare spazio agli scalatori puri. Qualcuno si sta gia' preparando: il britannico Cavendish, il vincitore di ieri, oggi e' arrivato con un quarto d'ora di ritardo. Ma gli sprinter sono cosi'. Chiedere a Cipollini, uno che aveva il vizietto del ritiro facile. Un anno per questo non lo vollero nemmeno al Tour.