RAPALLO (GENOVA) – ''In 29 anni che seguo il Giro un incidente cosi' grave, mai visto uno morire sulla strada cosi'''. Le parole piu' forti sono quelle del medico del Giro d'Italia, Giovanni Tredici. ''Una volta si diceva: e' morto sul colpo. E questo e' un caso cosi', non mi era mai capitato in tanti anni''. L'anziano medico racconta particolare raccapriccianti sulla condizioni in cui ha trovato Wouter Weylandt. ''Aveva una frattura importante al frontale con perdita anche di sostanza cerebrale – spiega -. Io sono intervenuto venti, al massimo trenta secondi dopo la caduta, ero proprio dietro di lui. Abbiamo lasciato sfilare i corridori del gruppetto e siamo intervenuti. La rianimazione e' durata 45 minuti, come da protocollo del 118. Ma si e' visto subito che non c'erano speranze e lo stesso 118 ha constatato l'inutilita' delle manovre di rianimazione, che comunque sono state condotte adeguatamente anche con esperti del settore. Ma, ripeto, la situazione era disperata, gravissima. Cosi' non abbiamo nemmeno spostato il corpo''. La notizia si e' sparsa in un lampo tra i corridori, tutte le squadre hanno voluto rivolgere il loro cordoglio alla famiglia di Weylandt, la cui giovane moglie Anne Sophie, che e' incinta, e il padre arriveranno stasera alle 22,30 a Malpensa. Ad accoglierli ci sara' la direzione di gara. Il direttore Angelo Zomegnan, che ha convocato in serata una conferenza stampa, ha ringraziato lo staff medico ''per quello che ha potuto fare e ha fatto in questo sfortunato e sciagurato Giro d'Italia''. Ha raccontato di aver ricevuto molti messaggi di cordogli (da McQuaid, Di Rocco e Bugno, presidenti di Uci, Fci e Assocorridori) e un sms che sottolinea che nel ciclismo ''tutti rischiano la vita in tutti i metri del percorso''. Ha annunciato inoltre che domani sara' una giornata di lutto, senza musiche e feste. ''Lasceremo ai corridori la libera scelta di interpretare a loro volonta' la tappa di domani. Qualsiasi scelta faranno noi la rispetteremo'' ha aggiunto. Possibile che i corridori decidano di fare la tappa di domani, da Quarto dei Mille a Livorno di 216 km, a ritmo lento e magari con arrivo di gruppo. In mattinata ci sara' una cerimonia come quella per Pietro Ferrero ad Alba. ''Era previsto che a Tropea in localita' Sant'Eufemia venissero ricordate le vittime dell'incidente di Lamezia Terme – ha concluso Zomegnan – Purtroppo ne ricorderemo una in piu'''. C'e' stata perfino la tentazione di interrompere il Giro. ''Abbiamo anche pensato che non valeva piu' la pena continuare – ha detto il direttore generale di Rcs Sport Michele Acquarone – ma abbiamo parlato con i corridori e abbiamo capito che loro sono i primi a voler continuare per rendere omaggio a Wouter. Dopodomani riprenderemo la festa e i corridori ricominceranno con tutto l'entusiasmo possibile. Lo dobbiamo al nostro pubblico, ai corridori e soprattutto a Weylandt''.