ROMA – Ottomila posti scoperti e concorsi bloccati da 12 anni. Per questo i circa 42mila dipendenti di procure, tribunali e giudici di pace stanno predisponendo una petizione per il Presidente del Consiglio, e per i ministri della Giustizia e della Funzione Pubblica per chiedere assunzioni e la ridefinizione di un ordinamento professionale adeguato alle nuove esigenze organizzative. Lo annuncia l'Ugl-Intesa FP, che esprime ''solidarietà al personale che deve fare i conti anche con le grosse responsabilità dovute alle loro funzioni''. ''Tutto è fermo a dodici anni fa quando fu bandito l'ultimo concorso pubblico-spiegano Paola Saraceni e Francesco Prudenzano, Segretari Nazionali Ugl Intesa FP – Nel frattempo in molti sono andati in pensione, alcuni hanno cambiato amministrazione e le funzioni degli uffici sono aumentate. A conti fatti, rispetto all'organico di dieci anni fa, mancano all'appello circa 8000 dipendenti''. ''Condividiamo il senso di frustrazione del personale – dicono ancora i rappresentanti di Ugl – e comprendiamo anche che la materia giudiziaria implica per essi delle grosse responsabilità che, di certo, non tengono conto degli organici; senza contare che per molti uffici giudiziari le carenze organiche toccano anche il 50% e i procedimenti arretrati sono migliaia. Significativo è il caso di quei lavoratori che pur avendo vinto un concorso come ufficiali giudiziari hanno accettato l'assunzione per cancelliere fuori dal distretto prescelto''. Il sindacato annuncia anche iniziative di mobilitazione, a cominciare da un'assemblea il 10 maggio al Palazzo di Giustizia di Milano ; è gia' in corso e andra' avanti sino al 9 maggio, invece, il blocco dello straordinario in Tribunali, Procure e Giudici di Pace su tutto il territorio nazionale. .