ROMA – Le ''esternazioni'' sulla magistratura fanno piu' danni al premier Berlusconi che ai magistrati, perche' ''gli uomini passano, le istituzioni restano''. E' quanto afferma il vice presidente del Csm, Michele Vietti, in un'intervista a La Stampa, nella quale interpreta la decisione di ricordare i magistrati uccisi in occasione del giorno della memoria, che cade il 9 maggio, come la volonta' di ''indicare nei magistrati morti svolgendo il proprio dovere, l'esempio piu' alto di chi ha scelto di servire lo Stato''. ''La magistratura non puo' essere vissuta nel presente come un intralcio fastidioso – afferma Vietti – . Mai dobbiamo dimenticare che il nostro Paese, al di la' del terrorismo, al di la' delle organizzazioni criminali, presenta purtroppo un'illegalita' diffusa, una cronica inclinazione a violare le regole''. Secondo il vice presidente del Csm, additando i magistrati si ottengono tre ''effetti perversi'': legittimare ogni imputato a vestire i panni del perseguitato, delegittimare non solo coloro che applicano le regole ma anche quelli che le scrivono e favorire le chiusure corporative. Alla magistratura, Vietti consiglia di rispondere agli attacchi del premier ''continuando a fare il proprio dovere – conclude – e proseguire nell'opera di autoriforma, senza sottrarsi ad un confronto costruttivo per una vera riforma del sistema giustizia''.