VENEZIA – ''Finche' saro' sindaco il Gay Pride non si fara' mai a Treviso. Certi eccessi possono danneggiare la libido di bambini e adolescenti, come dimostrano alcuni studi che gli psicologi dovranno approfondire, e che riguardano l'evidente crisi di rapporto tra sessi opposti''. E' quanto dichiarato dal sindaco leghista di Treviso e segretario veneto del Carroccio Giampaolo Gobbo, intervenuto a KlausCondicio, il salotto tv di Klaus Davi in onda su YouTube. ''Essere gay non e' un vincolo e ci mancherebbe altro. Ma io – afferma – sono ancora di quella mentalita' per cui la mia liberta' finisce dove inizia quella degli altri, per questo giudico sbagliate manifestazioni come il Gay Pride, perche' rappresentano una provocazione, un modo per far vedere che qualcuno puo' fare tutto quello che vuole, e questo non va bene: ostentare a tutti i costi la diversita' come fosse un dono e' razzismo al contrario''. ''Non premetterei mai il Gay Pride a Treviso – continua Gobbo – e' un modello negativo per i bambini, per l'evoluzione culturale e naturale della persona. Andare mascherati sui carri e' una carnevalata; gli eccessi e le esagerazioni di certe manifestazioni offrono un modello esasperato che puo' essere molto negativo per i giovani, che gia' soffrono un calo di libido, di voglia nel sesso opposto, a causa di internet, della tv e della pornografia''. Per l'esponente del Carroccio, ''c'e' gia' una netta crisi fra i due sessi, a cui e' sbagliato aggiungere l'ostentazione e gli estremismi del Gay Pride, dove al pari dei rave party i giovani arrivano a sfinirsi fisicamente, all'insegna di masochismo e autodistruzione, ma non di un'evoluzione di se stesso''.