ROMA – La Grecia proseguira' nel suo programma di risanamento, non fara' default e non uscira' dall' Eurozona. A chiarirlo e' il premier George Papandreou, intervistato dal Corriere della Sera, il quale afferma ''chiederci un'isola o un monumento come garanzia e' quasi un insulto''. ''Siamo ancora ad un terzo del cammino – ammette il premier greco – e' passato solo il primo dei tre anni del nostro piano di risanamento. Abbiamo ottenuto dei risultati importanti ma e' comprensibile che la gente sia angosciata: soffre e non puo' ancora percepire i miglioramenti'' L'intenzione di Papandreou e' quella di continuare ''con una volonta' di ferro, non solo per tagliare il deficit che e' il sintomo ma per affermare la trasparenza, eliminare la corruzione, ridurre l'evasione fiscale e rendere il sistema piu' equo''. Papandreou afferma che il Paese ha avuto una recessione che ha frenato la diminuzione del deficit che pure e' stato ridotto del 5%, ''una cosa enorme sotto ogni standard ma il debito ereditato rimane troppo alto e ci vuole tempo''. ''I mercati sono scettici – prosegue il premier greco – ancora scottati dalla crisi del 2008, respingono ogni rischio. Inoltre per la prima volta operiamo nell'Eurozona, dove alla moneta unica non corrisponde una politica economica comune. E' terra incognita: dobbiamo fare altre correzioni, sia da parte nostra che da parte europea e lo vedremo a giugno a Bruxelles''.
