Rio de Janeiro (Brasile) – Gli assordanti cori echeggiavano dagli spalti pieni di gente, ogni volta che il pallavolista si preparava e concentrava per la battuta: "Bicha! Bicha!", insulto omofobo. Michael do Santos ha battuto a terra il pallone e lo ha tirato oltre la rete mandandolo nel campo avversario, ma la folla ha continuato con i suoi cori. Santos non ha fatto una piega, nonostante i continui insulti che gli piovevano addosso durante una partita di playoff della popolare lega professionistica di pallavolo brasiliana. Nello scorso mese di Aprile, Quattro giorni dopo una partita, Santos si è fatto avanti e ha dichiarato sul sito web di GloboEsporte: "Sono gay. Tutti qui lo sanno". Si tratta di un gesto raro nello sport, a qualunque livello. Questo annuncio ha sollevato un dibattito nazionale sull'omofobia in Brasile. Ieri, la massima corte brasiliana ha stabilito che le unioni civili tra persone dello stesso sesso devono essere riconosciute. La nazione ha avuto anche il suo primo deputato gay dichiarato. Anche una delle più amate soap opera del Paese questo mese vedrà andare in scena il primo bacio gay. Mentre Rio de Janeiro è solitamente considerata come una delle destinazioni preferite per i turisti gay, i gruppi di sicurezza affermano che la violenza contro i gay è in crescita in Brasile, e che la conseguente omofobia buttata in faccia a Santos è un problema endemico, specialmente nello sport e non solo in Brasile.
