Il caso Kampusch è riaperto. Si pensa a dei complici di Priklopil. Natasha forse non ha detto tutto sul maniaco che l’ha tenuta segregata

All’avvocato Ludwig Adamovich, capo di una commissione speciale contro i casi di insabbiamento, il caso di Natasha Kampusch non quadra proprio.

Troppe imprecisioni, troppi dubbi mai chiariti, poche le domande alla vittima.

Così, dopo un anno di pressioni, è riuscito a convinvere il ministro della Giustizia austriaco a far riaprire una serie di files dell’indagine e a farli riesaminare da due investigatori.

I sospetti cadono soprattutto sui complici di Wolfgang Priklopil, l’uomo che ha tenuto segregata Natasha nella sua casa, all’interno di un bunker, per otto anni. Quando la donna è riuscita a liberarsi e a scappare, l’uomo si è ucciso, buttandosi sotto un treno.

«La teoria che Priklopil abbia agito da solo è difficilmente plausibile e il coinvolgimento di complici o perfino di una banda di pedofili non può essere escluso».

Published by
admin