IL GIOVANE DI VERONA E LE BANDIERE INCENDIATE

di Raimondo

Mentre a Verona si ammazza un giovane a furia di bastonate e calci in testa, a Torino  i nuovi eroi della resistenza all’intelligenza non trovano di meglio che dare alle fiamme la bandiera di Israele. Da una parte la brutale uccisione a mani nude, dall’altra una dimostrazione di inefficienza circa l’uso del cervello. La demagogia ha colto la palla al balzo; ha ridimensionato l’assassinio perché casuale, fortuito, preterintenzionale, in fondo uno scherzo tra ragazzi per una sigaretta; dall’altra un perverso disegno destabilizzante i rapporti internazionali, un gesto politico che si assocerebbe all’olocausto nazista per perpetuarne l’obbrobrio. Fni ha dato da subito la misura della sua imparzialità, calato dentro l’abitino nuovo di Presidente della Camera, dando fiato alle trombe leghiste che tentano di far passare sotto silenzio il frutto della loro demagogia che si concretizza nell’uso della violenza gratuita e nell’esibizione della ottusità culturale degnamente istruita da gente come Calderoli, Bossi, Borghezio, nella città che si vanta di essere “la città più leghista d’Italia”. Ma tutto passa sotto silenzio, grazie alla tempestiva azione di recupero messa in atto dai fuochisti delle bandiere, i quali trovano sempre, sia da posizioni governative che  extra parlamentari, la maniera migliore per fornire argomenti in grado di stravolgere anche l’evidenza a favore di indicazioni di comodo. Anche l’imputazione a carico degli assassini di Verona suona come una beffa: omicidio preterintenzionale, come se i calci in testa fossero dei gesti goliardici solo “un po’ “ eccessivi. Questi bruciatori dilettanti cosa hanno voluto dimostrare? La  loro voleva essere un espressione di condanna contro le violenze quotidiane dei sionisti che si accaniscono contro i palestinesi ? I gesti si giudicano dai risultati e i risultati che ottengono con le loro esuberanti manifestazioni ritornano addosso come boomerang e vanno dalla caduta (ripetuta) di un governo al favoritismo di fatto di un omicidio, fornendo l’alibi per una formale assoluzione, perché con l’omicidio preterintenzionale, in un processo da celebrare nella stessa Verona, con le pressioni dei mass media, finirà in una condanna troppo lieve per risarcire un delitto che, formalmente resterà impunito. Vrona, proprio come città più leghista d’Italia, è diventata una fucina dove viene esaltato il culto celtico della violenza, ma ne so no state cancellate le prove con le ceneri di una bandiera.

Published by
admin