ROMA – Sulle riforme, ''puo' darsi che prima delle elezioni politiche si fara' qualcosa per dare sgravi al lavoro dipendente come i sindacati chiedono, cercando compensazioni chissa' dove. Ma se si vuol fare una riforma fiscale con idee chiare, bisogna partire ad inizio legislatura. E poi, non e' stato Berlusconi a dire che in Italia non c'e' nessuna possibilita' di ridurre le tasse nei prossimi anni? Il problema vero e' come il governo potra' fare due manovre nel 2013-14 per recuperare 2 punti e mezzo di Pil: o tagliano le spese, e non si sa bene dove, o devono aumentare le tasse. Altro che tagli''. Lo afferma al Mattino l'ex ministro Vincenzo Visco secondo cui ''Tremonti non sta facendo il ministro dell'Economia ma il ministro del Tesoro. Sta tenendo i cordoni della borsa e basta ma ora si tratta di inventarsi una nuova strategia. La verita' e' che per far ripartire il Paese occorre un'intesa bipartisan molto solida. Gli imprenditori? Facciano il loro mestiere, molti negli ultimi dieci anni sono cresciuti ma pochi hanno fatto investimenti importanti. Del resto nella loro maggioranza hanno appoggiato questo governo''. Visco rivendica inoltre di aver combattuto l'evasione fiscale riducendo al tempo stesso le tasse. ''Ci sono riuscito due volte – afferma -. Sarebbe bastato dare continuita' all'azione politica e non limitarsi ad accettare che su alcuni redditi i prelievi vanno comunque fatti e su altri no''. ''Bisogna – spiega – decidersi a prosciugare l'acqua in cui il pesce nuota. Ovvero, cercare di rendere tracciabili tutte le transazioni possibili'' per ''monitorare i contribuenti per abituarli al controllo. Nel governo 1996-2000 ottenemmo il recupero di evasione dalle tasse per un ammontare di 4 punti e mezzo di pil mantenendo costante la pressione fiscale. Era una strada che doveva essere proseguita per almeno una decina d'anni. E invece.''.