BRESCIA – Quasi scudetto, ma che fatica per il Milan passare al Rigamonti e ipotecare cosi' la festa tricolore in casa, domenica prossima, contro il Bologna. Ci sono voluti 8-10 errori sottoporta da spartire equamente tra la coppia Robinho-Cassano (definire clamorosi gli sbagli del barese e' riduttivo) e c'e' voluta una parte centrale di secondo tempo di grande sofferenza, prima di riuscire, con Robinho e in contropiede nel peggior momento in assoluto dei rossoneri, ad avere ragione di un Brescia quasi condannato alla retrocessione. Un Brescia colpito un minuto dopo aver accarezzato il sogno del colpaccio con una traversa colpita da Diamanti al culmine di un autentico assedio alla porta di Abbiati. Il tutto, al termine di una partita dai due volti: il primo tempo con un Milan schiacciasassi e padrone del campo, il secondo dove invece e' venuta fuori tutta la fame insieme all'anima di un Brescia che a sua volta ha usufruito di almeno quattro grandi palle gol (con tanto di traversa) e che in un finale tutto cuore ha creato grossi grattacapi ai rossoneri, che hanno trovato la vittoria anche grazie a un miracolo di Abbiati su Diamanti. Nemmeno il tempo di cominciare e c'e' subito un fuori programma per il Milan che deve rinunciare a Gattuso: infortunio muscolare avvertito in riscaldamento e spazio a Flamini. Novita' tattiche nel Brescia che vara difesa a quattro e tridente: Iachini rischia il tutto per tutto. Il Milan lascia sfogare il Brescia ''la bellezza'' di tre minuti, poi prende il sopravvento e il pallino della gara, giocando a tratti come il gatto con il topo. I primi squilli dalle parti di Arcari sono una conclusione di Flamini (esterno della rete), un rasoterra di Seedorf (parato a terra) e un destro al volo di Robinho (alto). Al 17' si divora una palla gol clamorosa Cassano che a tu per tu con Arcari manda incredibilmente sul fondo. Errori e bravura di Arcari che si oppone splendidamente a Robinho. Quindi ancora errore con Cassano a mandare alto di testa da dentro l'area piccola. Ma di fronte c'e' un Brescia diverso che comincia a dare segnali di risveglio, che mettera' in pratica nella ripresa. La gara riprende vivendo di fiammate che stavolta rischiano di bruciare anche il Milan. Due le grosse occasioni per la squadra di casa: con Eder che spara alto dall'altezza del dischetto del rigore, e con Caracciolo che di testa sfiora appena su angolo di Diamanti. Giusto il tempo di vedere ancora Cassano litigare con la palla davanti ad Arcari e di rivedere quest'ultimo come un muro su Robinho che il Brescia, rigenerato dai cambi, schiaccia il Milan nella propria area. Il culmine e' una traversa colpita da Diamanti sulla quale si infrangono le speranze di impresa delle rondinelle. Perche' proprio sulla ripartenza che segue, il Milan non sbaglia e va a segno. Lancio di Seedorf, zampino di Cassano, che cosi' ne imbrocca una, e Robinho va a vincere il suo duello personale con Arcari insaccando in rete con la sua solita freddezza. La doccia fredda a pochi minuti dal termine sembra aver chiuso la partita, ma il finale e' ancora avvincente, con il Brescia che prova a non arrendersi e ancora con Diamanti va vicino al gol. Tocca ad Abbiati stavolta salire in cattedra e mettere pure la sua di firma sulla partita. E sull'ipoteca rossonera allo scudetto, mentre il Brescia vede l'orlo del baratro della serie B.
