Il programma della Lega: accelerare su decentramento e riforma dello Stato dopo il voto

ROMA – La Lega Nord lavora gia' al 'dopo'. E lo fa annunciando iniziative 'epocali', 'missili', svolte copernicane. I concetti chiave, lanciati nel corso della giornata di oggi, sono 'riforma dei poteri dello Stato' e 'decentramento'. Con quest'ultimo che si assesta su un gradino piu' alto nelle preferenze leghiste. In attesa di capire quale sara' l'esito del primo turno delle amministrative – e di vedere come ne uscira' il rapporto di forza tra alleati – la Lega fa le proprie mosse. Sposa la linea di Silvio Berlusconi che chiede piu' poteri per il premier e annuncia il proprio si' a una riforma per riequilibrare i poteri dello Stato, come dice Calderoli. Raccoglie la sfida della riduzione dei parlamentari e rilancia il Senato federale. Ma, soprattutto, cavalca il mai sopito desiderio padano di avere ministeri (e magari anche la Consob e una rete Rai) al nord. Insomma, la compattissima truppa del senatur si appresterebbe ad andare in Cassazione e presentare un testo per ottenere il decentramento dei ministeri. Per farlo, la Lega, punta molto sul suo popolo. Tanto da rinviare di una settimana il raduno di Pontida, annunciato solo ieri per il 12 giugno. Servono firme e serve la spinta popolare, certo. Ma serve anche tempo per la macchina organizzativa che consenta di mettere in piedi una proposta di legge di iniziativa popolare. ''Prima o poi lo faremo'', si e' infatti limitato a dire da Gallarate Bossi che vorrebbe riservarsi la sorpresa dell'annuncio per Pontida. Ma intanto 'incassa' le parole del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che concede il decentramento di funzioni e di competenze amministrative, pur chiedendo di ''tener ferme alcune esigenze fondamentali di salvaguardia delle strutture portanti di uno stato nazionale''. ''Lo faremo in quella direzione'', sembra rispondere il senatur che ancora una volta oggi ha voluto esprimere la sua totale vicinanza con Napolitano. Il discorso si fa diverso per quanto riguarda l'altro 'annuncio' leghista di oggi: il riequilibrio dei poteri dello Stato. Argomento caro al premier, che ancora oggi ha chiesto che il Governo sia messo in grado di governare, la riforma dell'architettura istituzionale trova una sponda decisa nella Lega. E' un tema, spiega Calderoli, che era gia' ''sul tavolo nell'ultimo vertice con Berlusconi'', e che vuole ''dare al Governo la possibilita' di governare''. Calderoli ha indicato nel disagio segnalato dal presidente della Repubblica ''lo stimolo per realizzare le riforme istituzionali perche' di fatto – ha spiegato – oggi abbiamo tanti poteri che diventano tutti dei poteri interdittivi rispetto a un altro potere. E di fatto viene meno il potere di proposta e dell'iniziativa''. Parole decise che, forse, non giungono a caso dopo quelle del collega di partito e di governo, Roberto Maroni, che proprio oggi ha avuto duramente a che ridire su una sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato la norma, prevista nel pacchetto sicurezza del 2009, sul carcere quale unica misura per il reato di omicidio volontario. ''E' veramente incredibile, non si riesce a capire questo favore ai criminali'', ha sillabato il titolare del Viminale trovando probabilmente anche in questo un motivo in piu' per mettere mano alla riforma.

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