Il sogno di Zunino travolto dai debiti. L’immobiliarista è indagato per bancarotta: Risanamento nel mirino dei pm. Titolo sospeso in borsa

Il sogno di Luigi Zunino è stato travolto da crisi e debiti. L’immobiliarista, 50 anni, di Nizza Monferrato voleva costruire una città intera: Milano Santa Giulia.

Prima della richiesta di fallimento per Risanamento (società di cui Zunino è presidente e amministratore delegato), prima dell’inchiesta che lo coinvolge e soprattutto prima della crisi del mattone che ha bloccato i suoi affari, aveva preso un’area di 1,2 milioni di metri quadrati alla periferia sud di Milano per riempirla di case e palazzi per 50-60mila persone. Con uffici, negozi e centri commerciali.

Ma Risanamento ha bruciato, da aprile 2008, 225 milioni di liquidità fornita dalle principali banche italiane (in testa Intesa Sanpaolo, con circa 600 milioni di euro di esposizione, a seguire Banco Popolare con circa 300, Unicredit con almeno 266, le altre a seguire) senza riuscire ad uscire dalla crisi che l’ha investita e, quando è arrivata la convocazione del tribunale fallimentare, era in preparazione il terzo piano di ristrutturazione in poco più di un anno con annesso prestito di altri 50 milioni.

Per i pm la società è in uno stato di insolvenza da cui non può recedere. Ora al gruppo tocca dimostrare il contrario. Intanto, dopo la richiesta della procura di Milano di dichiarazione di fallimento per la società immobiliare, le azioni sono sospese.

Pensare che lui, Zunino, in altri tempi chiamato «il più furbo dei furbetti», è passato indenne dalle inchieste per le scalate su Antonveneta-Bnl-Rcs e ha visto cadere come birilli gente come Danilo Coppola e Stefano Ricucci.

Ce la farà anche questa volta?

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