In una intervista al Corriere della Sera, Piero Fassino, ex ministro e segretario dei Ds, afferma che “con le gabbie salariali non si risolve il problema del Paese, che è quello dei bassi redditi sia al Nord che al Sud”.
Il problema per Fassino si risolve “con sgravi fiscali, estendendo la contrattazione aziendale e legando le retribuzioni alla produttività”.
Fassino esorta la Cgil a tornare indietro sulla riforma della contrattazione: “Chiedo alla Cgil di essere
disponibile a riaprire un confronto senza rigidità pregiudiziali. E a Cisl e Uil di coinvolgere pienamente la Cgil nella applicazione dell’accordo quadro e soprattutto nella definizione delle piattaforme contrattuali”.
Fassino chiede “al Governo e alla Confindustria di favorire l’intesa tra i sindacati”.
Secondo Fassino, “siamo ancora una volta agli annunci propagandistici di Berlusconi, una classica strategia del colpo al cerchio e una alla botte: con le ‘gabbie’ [Berlusconi] pensa di tener buona la Lega, con l’Agenzia per il Sud cerca di contenere le spinte centrifughe che stanno emergendo”.
Nel merito Fassino non ha alcun dubbio: “E’ assurdo pensare che la soluzione siano le gabbie salariali perché si andrebbe ad aggravare ancora di più la debolezza del Sud. Dopodiché nessuno ignora che bisogna fare i conti con diversità territoriali ma lo strumento c’é, ed è la contrattazione aziendale”.
E poi, insiste Fassino, “visto che questo governo ha vinto le elezioni anche promettendo riduzione
di imposte vogliamo alleggerire almeno i redditi più bassi? E ancora, invece della inutile social card che si è rivelato un assoluto bidone, perché non estendere la quattordicesima a tutte le pensioni fino a 1200 euro al mese?”.
(ANSA).
